Mentre un minuto di silenzio in memoria di Mahjabin Hakimi, 18 anni, pallavolista della nazionale juniores afgana decapitata dai talebani, sarà osservato su tutti i campi della pallavolo italiana, a Kabul alcune donne sono scese in piazza per la tutela dei loro diritti. In una ventina si sono riunite vicino al ministero dell’Istruzione nella capitale afghana, chiedendo ai nuovi governanti di permettere alle studentesse di poter tornare a scuola. Immediata e dura la reazione degli islamisti che da agosto sono tornati a dettare legge nel Paese. A farne le spese sono stati diversi giornalisti che stavano seguendo il sit-in e per questo motivo sono finiti nel mirino dei talebani: un reporter straniero è stato colpito con l’estremità di un fucile da un miliziano che lo ha preso poi a calci nella schiena, mentre un altro infieriva a suon di pugni. Almeno altri due giornalisti sono stati colpiti mentre si allontanavano, inseguiti dai combattenti che agitavano pugni e lanciavano calci. Il tutto è stato ripreso dalle telecamere degli stessi cronisti.