L’ex premier Giuseppe Conte, 56 anni, pranza col garante dei 5 Stelle, Beppe Grillo, 72, a Marina di Bibbona (Livorno)
L’ex premier Giuseppe Conte, 56 anni, pranza col garante dei 5 Stelle, Beppe Grillo, 72, a Marina di Bibbona (Livorno)
di Elena G. Polidori Forse passerà alla storia come "il patto della spigola al forno" oppure, più semplicemente, come una tregua necessaria perchè il M5s non può certo sgretolarsi alla vigilia delle amministrative, del semestre bianco e dell’elezione del nuovo capo dello Stato. Ieri, Beppe Grillo e Giuseppe Conte, dopo giorni di voci su un possibile incontro romano andato in fumo, hanno fatto di necessità virtù, annegando le loro distanze in un ottimo bianco alla tavola del ristorante "Il Bolognese da Sauro", a poca distanza da villa Corallina, la dimora estiva del comico a Marina di Bibbona (Livorno). Un pranzo lontano dai riflettori per ufficializzare la...

di Elena G. Polidori

Forse passerà alla storia come "il patto della spigola al forno" oppure, più semplicemente, come una tregua necessaria perchè il M5s non può certo sgretolarsi alla vigilia delle amministrative, del semestre bianco e dell’elezione del nuovo capo dello Stato.

Ieri, Beppe Grillo e Giuseppe Conte, dopo giorni di voci su un possibile incontro romano andato in fumo, hanno fatto di necessità virtù, annegando le loro distanze in un ottimo bianco alla tavola del ristorante "Il Bolognese da Sauro", a poca distanza da villa Corallina, la dimora estiva del comico a Marina di Bibbona (Livorno).

Un pranzo lontano dai riflettori per ufficializzare la presunta "pace" e una foto successiva, postata su Fb dallo stesso Grillo, con tanto di didascalia distensiva per la base ("Avanti fino al 2050!"). E dove i due appaiono come amici separati alla nascita e improvvisamente ritrovati, ridenti e felici, come se nulla fosse successo prima, davanti ad una tovaglia color pesca. Alle 16, narrano i presenti, erano ancora seduti al tavolo, in attesa del dolce preparato da Celeste, la figlia del proprietario. Un idillio, suggellato anche da un antipasto di pesce e da verdurine finali. Un trionfo.

Ora, però, arriva il prossimo passaggio, ovvero il voto sulla nuova piattaforma che sancirà l’investitura di Conte a leader del M5s. Un passaggio richiesto dall’ex premier e necessario per far partire il neo Movimento. E dare finalmente una leadership chiara e legittimata ai 5 Stelle.

Domani, dunque, potrebbe essere il giorno giusto sia per i parlamentari che attendono con ansia l’ufficializzazione sia per gli iscritti che vogliono vedere pubblicato il nuovo statuto sul sito del M5s e, poi, eventualmente, presentare le proprie osservazioni. Nello statuto, tra l’altro, dovrebbe essere indicato l’indirizzo della nuova sede, vicino a Montecitorio. Poi dovranno passare almeno due settimane per la votazione su statuto e leadership di Conte.

Intanto ferve il toto-nomine: i riflettori sono puntati sulla scelta delle figure che comporranno la ‘cabina di regia’ del neo Movimento, a partire dai vice chiamati ad affiancare l’ex premier: si parla, tra gli altri, di Stefano Patuanelli, Paola Taverna, Lucia Azzolina, Chiara Appendino, Mario Turco. Ma anche di Luigi Di Maio, che insieme a Roberto Fico ha giocato un ruolo determinante per favorire la riappacificazione tra Conte e Grillo.

I nodi al pettine sono però tutti lì, pronti a rovinare la festa. Il primo è la questione giustizia. La prima sfida politica di Conte. I grillini sono divisi su una riforma della prescrizione che per l’ex premier rappresenta il ritorno a "un’anomalia italiana".

In un incontro col premier Draghi, atteso nei prossimi giorni, Conte ribadirà le sue perplessità, mentre i gruppi parlamentari si interrogano sulla linea da tenere quando la riforma approderà in Aula: i 5 Stelle puntano al rinvio, mentre gli altri partiti della maggioranza vorrebbero chiudere per il 23 luglio. Nel M5S c’è chi apprezza la soluzione elaborata dalla ministra Marta Cartabia ma i contiani sono pronti alle barricate: "Ci sarà la battaglia", annunciano fonti qualificate. Conte spingerà per modificare il testo, spiegano le stesse fonti, smentendo le indiscrezioni secondo cui il presidente in pectore del M5S potrebbe lasciare libertà di coscienza agli eletti, al momento del voto.