Roma, 10 luglio 2018 - Confermata anche in appello la condanna a 30 anni di carcere per Manuel Foffo per l'omicidio di Luca Varani, il 23enne romano massacrato nel marzo 2016 nel corso di un festino a base di alcol e droga. La sentenza è della prima corte d'assiste d'Appello di Roma ribadito quindi la decisione del gup del febbraio 2017 emessa con rito abbreviato. E proprio come in primo grado, Foffo è stato ritenuto colpevole di omicidio volontario, aggravato dalla crudeltà.

Della morte di Varani era accusato anche Marco Prato, che si è suicidato nel carcere di Velletri il giorno prima dell'inizio del processo. Per l'accusa, Foffo e Prato uccisero Varani dopo una sorta di macabro 'casting': vagarono per Roma alla ricerca "di qualcuno da uccidere o comunque da aggredire al solo fine di provocargli sofferenze fisiche e togliergli la vita". Una volta rincasati, contattarono  Varani, lo invitarono a raggiungerli e lo aggredirono barbaramente dopo averlo stordito con un mix di alcol e un farmaco. Trenta i colpi inferti con coltello e martello, a straziare il corpo del giovane romano.

Per i periti nominati dalla corte d'assise d'appello, la cui sentenza è maturata dopo un'ora di camera di consiglio, la personalità di Foffo (presente in aula alla lettura del dispositivo e rimasto in silenzio) è stata soverchiata da quella di Prato. Foffo è stato comunque ritenuto capace d'intendere e volere al momento del fatto. 

Giuseppe Varani, padre di Luca, prima della camera di consiglio aveva inveito e chiesto giustizia, ma dopo la lettura del verdetto è rimasto seduto e visibilmente commosso, vicino ad amici e parenti.