Nel 2021 (pardon, correva ancora il 2020) la salvezza di una persona può passare anche attraverso una App manovrata a dovere da un professionista sanitario. All’anagrafe Daniele Celin, 41 anni infermiere dell’ospedale Maggiore di Bologna in forza al 118, bolognese doc e capace, l’antivigilia di Natale, di teleguidare a distanza le manovre del padre di Patrick, bimbo di appena 2 anni che già non respirava più. "Era la sera del 23 – racconta Stefania, mamma del piccolo –, stavamo facendo la pizza e Patrick voleva un pezzetto di mozzarella. Una volta ingoiata però ha iniziato a non respirare…". In quel momento iniziano per Stefania e il marito Michele, lei di Bologna e lui di Torino residenti sotto le Due...

Nel 2021 (pardon, correva ancora il 2020) la salvezza di una persona può passare anche attraverso una App manovrata a dovere da un professionista sanitario. All’anagrafe Daniele Celin, 41 anni infermiere dell’ospedale Maggiore di Bologna in forza al 118, bolognese doc e capace, l’antivigilia di Natale, di teleguidare a distanza le manovre del padre di Patrick, bimbo di appena 2 anni che già non respirava più. "Era la sera del 23 – racconta Stefania, mamma del piccolo –, stavamo facendo la pizza e Patrick voleva un pezzetto di mozzarella. Una volta ingoiata però ha iniziato a non respirare…". In quel momento iniziano per Stefania e il marito Michele, lei di Bologna e lui di Torino residenti sotto le Due torri, i 23 minuti più brutti della loro vita. Bisogna chiamare subito il 118: "Pronto, nostro figlio sta soffocando, aiutateci".

Dentro l’incubo. Dalla centrale operativa arrivano le prime domande per inquadrare la situazione e soprattutto il luogo della chiamata: codice rosso, bimbo di 2 anni, occlusione, chiamata proveniente da Bologna. Al resto ci pensa Daniele, da 18 anni nell’emergenza, una collega come compagna e una figlia tredicenne. "Serviva un massaggio cardiaco – spiega lui – così ho iniziato a dare alla signora le prime indicazioni ma senza però poter vedere i loro movimenti e tutto era molto più difficile". Come fare allora? Facile, utilizzando FlagMii, una App innovativa utilizzata da poco più di un anno da Emilia Romagna e Piemonte, che consente, attraverso un semplice smartphone, di migliorare i tempi e la qualità dell’intervento dell’operatore 118 il quale può così controllare tutto, in diretta, seduto dalla centrale operativa. Sul telefono arriva un messaggio per la privacy che andrà accettato, basterà poi attivare la fotocamera e l’operazione è pronta a partire.

"Subito – riprende l’infermiere – mi è apparsa l’immagine del piccolo nello schermo e ho iniziato a teleguidare il padre che inizialmente stava sbagliando il massaggio e così l’ho corretto. Ogni movimento era ripreso con dovizia da sua moglie. Il tutto è durato una ventina di minuti in attesa dell’arrivo dell’ambulanza e dell’automedica. Senza quella videochiamata? Diciamo che vi sarebbero state poche possibilità di salvezza per il piccolo".

Grazie, angeli... In un adulto, ad esempio, ogni minuto che passa significa il 10% di possibilità in meno per salvargli la vita. Per un bimbo tutto diventa ancora più difficile. "Fondamentale – sottolinea con orgoglio Daniele – è stato il sangue freddo di questi due genitori, mai un grido, mai un segnale di sconforto, mi hanno seguito alla lettera senza battere ciglio". Stefania riprendeva, Michele agiva con dolcezza sul corpicino della loro creatura, Daniele indicava loro la retta via. Il quale, ora, ricorda che la App viene "utilizzata anche per i grandi traumi, nell’incidentalità stradale" e proprio pochi giorni fa pure "durante un parto". Potenza della tecnologia. Un sistema integrato nel ‘cervellone’ ospedaliero e oggi utilizzato da tutti gli operatori del 118 bolognese.

La rinascita. Ma il piccolo Patrick come sta adesso? "Meglio di prima – scherza Stefania che finalmente può rilassarsi e sorridere –, sembra non abbia avuto nulla per fortuna. I bimbi hanno una capacità di ripresa incredibile". Dopo il ricovero nella rianimazione del Policlinico Sant’Orsola, dove è stato operato, dal giorno di Natale al 28 è stato trasferito in Pediatria d’Urgenza, il 29 infine le dimissioni. "Ringraziamo Maggiore e Sant’Orsola – chiudono i genitori – ma soprattutto la professionalità di Daniele e dei suoi colleghi, veri e propri angeli".