6 mag 2022

Nessuna tregua per l’acciaieria Putin intima: resa senza condizioni

"I militari consegnino le armi, poi facciamo uscire i civili". I soldati a Zelensky: "Tira fuori di qui morti e feriti"

giovanni rossi
Cronaca

di Giovanni Rossi È un labirinto: militare e diplomatico. A Mariupol da tre giorni si combatte la battaglia finale nell’area – e nelle viscere – del complesso siderurgico Azovstal. Ma non tutto, anzi quasi nulla, è chiaro su cosa stia davvero accadendo nello scheletro della mastodontica acciaieria simbolo della resistenza ucraina. Le narrazioni divergono totalmente. Sia sui combattimenti sia sulla prevista nuova evacuazione dei civili asserragliati nei bunker e ormai allo stremo. "Ci sono ancora centinaia di civili e oltre 500 soldati feriti intrappolati", quantifica la procuratrice generale dell’Ucraina Iryna Venediktova in videoconferenza con Palermo. Ed è buio pesto anche sulla via d’uscita dall’assedio. "L’assalto continua. I difensori mantengono il controllo della fabbrica sotto pesanti bombardamenti. Il nemico usa aerei, artiglieria e fanteria", riferisce in serata il Reggimento Azov. I concordati tre giorni di tregua, tra le 8 e le 18, da ieri a domani, secondo il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov vengono rispettati: "Siete testimoni, il presidente ha dato ordine di astenersi da un assalto. Nessun altro ordine è stato annunciato e i corridoi umanitari stanno funzionando", riferisce l’ombra mediatica di Vladimir Putin. Versione del tutto opposta a quella – tuttavia non così lineare – di Oleksiy Arestovych, consigliere della presidenza ucraina. "Ci sono combattimenti in corso", assicura l’uomo di fiducia di Volodymyr Zelensky. Le truppe russe entrate nei sotterranei "sono state respinte dalle nostre forze di difesa", ma "le altre informazioni devono essere chiarite", è l’ammissione. E che qualcosa non stia andando come previsto, o che la gestione dell’ultima roccaforte militare a Mariupol agiti il quadro politico, lo dimostra la manifestazione in piazza Maidan di mogli e madri dei soldati del Reggimento Azov a difesa dell’acciaieria. La protesta convocata via Instagram sul profilo Save Mariupol (poi oscurato, secondo l’Ansa) evidenzia il problema. Gli agenti, più numerosi dei manifestanti, ne fermano almeno ...

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