Chiara Appendino si è vaccinata in giugno (Ansa)
Chiara Appendino si è vaccinata in giugno (Ansa)
Allle scuole materne direttrici e puericultrici sono già in allarme. Stamattina tra le 8 e le 9 un milione e trecentotrentamila bambini si presenteranno ai cancelli assieme ad altrettanti genitori i cui Green pass dovranno essere controllati uno ad uno: una prima volta all’ingresso e una seconda all’uscita. Perché non è detto che il genitore che va a riprendere il piccolo sia lo stesso che l’ha portato la mattina, e perché nei casi di inserimento – circa un quarto del totale – i genitori resteranno a lungo dentro gli ambienti scolastici e tutta la normativa andrà rigorosamente rispettata. Ciò significa che ogni giorno nelle 13.234 sedi delle scuole statali dell’infanzia e nelle 8.590 materne parificate andranno complessivamente verificati 2,7 milioni di Green pass, con alta probabilità di file, code, ritardi e rischi...

Allle scuole materne direttrici e puericultrici sono già in allarme. Stamattina tra le 8 e le 9 un milione e trecentotrentamila bambini si presenteranno ai cancelli assieme ad altrettanti genitori i cui Green pass dovranno essere controllati uno ad uno: una prima volta all’ingresso e una seconda all’uscita. Perché non è detto che il genitore che va a riprendere il piccolo sia lo stesso che l’ha portato la mattina, e perché nei casi di inserimento – circa un quarto del totale – i genitori resteranno a lungo dentro gli ambienti scolastici e tutta la normativa andrà rigorosamente rispettata. Ciò significa che ogni giorno nelle 13.234 sedi delle scuole statali dell’infanzia e nelle 8.590 materne parificate andranno complessivamente verificati 2,7 milioni di Green pass, con alta probabilità di file, code, ritardi e rischi altrettanto fondati per la puntualità dei genitori sui luoghi di lavoro.

Secondo Tuttoscuola, anche calcolando 30’’ per la verifica di ciascun Green pass, in una materna-tipo con 100 bambini il tempo di attesa potrebbe arrivare fino a 50’ con un solo addetto, oppure a 25’ se al controllo fossero assegnate due persone (sempre ammesso che papà e mamme siano puntuali). Per una scuola con 200 bambini potrebbero invece occorrere fino a 100’ con un verificatore, oppure 50’ con due. Senza contare le difficoltà ulteriori nei casi di frequenza di bambini disabili o di genitori sprovvisti della certificazione verde. Insomma, serviranno elasticità e pazienza.

Il tema del Green pass obbligatorio per il personale scolastico (e per chiunque entri negli istituti compresi i genitori degli allievi) agita anche la ripartenza delle lezioni nelle scuole elementari, medie e superiori. In assenza di rodaggio della piattaforma ministeriale di verifica automatizzata delle ammissioni giornaliere in servizio – al via da stamattina con le incognite di ogni debutto – molti presidi appaiono intenzionati a servirsi della App per controlli personalizzati utilizzata da 1° settembre. Scelta prudenziale che potrebbe comportare ritardi, nonostante lo scaglionamento degli arrivi in aula dei 3.865.365 studenti al primo giorno di lezioni in nove regioni (tra le quali Lombardia, Emilia Romagna e Lazio). A Milano i ragazzi delle superiori entreranno per il 70% prima delle 8, per il 30% dopo le 9.30; a Roma i turni sono stati differenziati tra le 8 e le 9.40. Gli ingressi sfalsati saranno supportati da adeguata rimodulazione dei trasporti. Il ministro Enrico Giovannini appare ragionevolmente ottimista: i servizi aggiuntivi su strada programmati dalle Regioni sono infatti il triplo di quelli esistenti dodici mesi fa. Dal momento dell’ingresso a scuola, compito dei ragazzi sarà mantenere il distanziamento anche negli spazi comuni. Per muoversi all’interno di ogni istituto andrà infatti osservata la segnaletica.

In classe tutti i ragazzi dovranno indossare la mascherina chirurgica (fornita dalla scuola). La possibilità di utilizzare la mascherina trasparente è riservata agli studenti con disabilità uditiva e ai loro compagni e docenti. In caso di contagio, solo la classe colpita andrà in Dad: non ci saranno interi istituti a casa. A meno, ovviamente, di contagi a tappeto. E l’esistenza di "17.000 classi con oltre 25 alunni" non rassicura Cittadinanzattiva che chiede l’abolizione del decreto Tremonti-Gelmini. L’investimento complessivo del governo per la ripartenza in sicurezza ammonta a 2 miliardi. La prevenzione si avvarrà anche dei tamponi salivari. Ad essere coinvolti su base volontaria saranno gli studenti di elementari e medie. Il piano prevede di monitorare almeno 55mila alunni ogni 15 giorni, per un totale di 110mila studenti al mese.

"Ritrovarsi a scuola è una gioia grandissima. Desidero esprimere il mio profondo ringraziamento a tutti voi, alle studentesse e agli studenti, ai genitori, al personale scolastico e amministrativo, centrale e territoriale. A voi tutti, i miei più vivi auguri per un sereno anno di lavoro e crescita, insieme", scrive il ministro Patrizio Bianchi. Ma stamattina la Rete degli studenti manifesterà davanti al ministero e in 50 scuole delle maggiori città "per il mancato coinvolgimento dei ragazzi nelle decisioni prese".