Beppe Grillo, 72 anni, ha fondato insieme a Gianroberto Casaleggio il Movimento 5 Stelle nel 2009
Beppe Grillo, 72 anni, ha fondato insieme a Gianroberto Casaleggio il Movimento 5 Stelle nel 2009
di Elena G. Polidori Ci mancava solo la patrimoniale di Grillo, come se non bastasse già la maggioranza lacerata sul Mes e il tavolo delle riforme che non decolla. Lo snodo sarà mercoledì 9, quando ci sarà il voto sulle comunicazioni di Conte in vista del consiglio europeo; alla Camera i ‘governisti’ del M5s contano di porre rimedio ad una possibile debacle con qualche assenza ‘dosata’, ma al Senato, la maggioranza potrebbe avere necessità di fare leva sull’assenza di Forza Italia. A quel punto, l’opposizione potrebbe giocare in velocità e far mancare il...

di Elena G. Polidori

Ci mancava solo la patrimoniale di Grillo, come se non bastasse già la maggioranza lacerata sul Mes e il tavolo delle riforme che non decolla. Lo snodo sarà mercoledì 9, quando ci sarà il voto sulle comunicazioni di Conte in vista del consiglio europeo; alla Camera i ‘governisti’ del M5s contano di porre rimedio ad una possibile debacle con qualche assenza ‘dosata’, ma al Senato, la maggioranza potrebbe avere necessità di fare leva sull’assenza di Forza Italia. A quel punto, l’opposizione potrebbe giocare in velocità e far mancare il numero legale. La tensione è massima, soprattutto nel M5s, dove ieri sera si è svolta un’assemblea telematica al calor bianco e durante la quale gli ‘anti-Mes’ hanno ribadito le loro posizioni ("Questo è un comizio senza confronto – hanno protestato – non votiamo le risoluzioni, è fascismo!") mentre Luigi Di Maio ha usato l’arma del terrore per convincere i più riottosi: "Chi vota contro risoluzione – ha detto – vota contro governo; l’Italia ha bisogno di stabilità. Noi dobbiamo dargliela. Non potete portare Conte sul patibolo. Lo trovo francamente folle e irresponsabile; il Mes non sarà mai attivato, mancano i numeri in Aula". La lacerazione interna, dunque, resta.

Sui temi caldi, d’altra parte, era già intervenuto Beppe Grillo, con l’intenzione di ricompattare il Movimento. In un ‘post’ sul suo blog, dal titolo ‘La Mes è finita’, il fondatore del M5s ha ribadito il giudizio negativo sul fondo salva Stati, uno "strumento - a suo parere - non solo inadatto, ma anche del tutto inutile per far fronte alle esigenze del nostro Paese in un momento così delicato". Poi ha lanciato una patrimoniale destinata "ai super ricchi", posizione appoggiata anche da Di Maio, che rischia di diventare un nuovo elemento di divisione nella maggioranza, ma di ‘coesione’ tra i 5 stelle.

Grillini, dunque, in cerca di un nuovo collante mentre a favore del Mes sono gli alleati di governo, Pd e Iv, ma soprattutto dal Nazareno è partito un ‘avviso’ chiaro ai 5 stelle: il dissenso "mette a rischio la maggioranza, soprattutto al Senato". E il governo rischia grosso. Tanto da convincere il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, a far capire, in molti modi, che in caso di crisi aperta sulla riforma del Mes, non si metterebbe a cercare mediazioni, trascinando una crisi di governo infinita. Certo, bisognerebbe spiegare agli italiani perché si intende aprire una crisi in piena pandemia, e se la maggioranza cadesse sulla riforma del Mes ci sarebbe anche da spiegare a Bruxelles cosa intende fare l’Italia nei prossimi anni, se vuole davvero i fondi del Recovery e come intende usarli. Ma se fosse proprio una tema cruciale di politica estera a non avere i voti in Parlamento, tali voti non ci sarebbero nemmeno per sostenere alcun governo. E dunque le urne sarebbero l’unica strada.