Sembra svanire la possibilità di evitare un attacco talebano contro il Panshir, la ’ridotta’ nella quale si sono riunite le forze della nuova Alleanza del Nord. Ieri Ahmad Massoud, figlio del "leone del Panshir" e uomo immagine della resistenza guidata dall’ex vicepresidente Amrullah Saleh, aveva fatto ampie aperture. "Siamo pronti a formare un governo inclusivo con i talebani attraverso negoziati politici – ha dichiarato in un’intervista al quotidiano panarabo Asharq al-Awsat –, ma ciò che non è accettabile è la...

Sembra svanire la possibilità di evitare un attacco talebano contro il Panshir, la ’ridotta’ nella quale si sono riunite le forze della nuova Alleanza del Nord. Ieri Ahmad Massoud, figlio del "leone del Panshir" e uomo immagine della resistenza guidata dall’ex vicepresidente Amrullah Saleh, aveva fatto ampie aperture. "Siamo pronti a formare un governo inclusivo con i talebani attraverso negoziati politici – ha dichiarato in un’intervista al quotidiano panarabo Asharq al-Awsat –, ma ciò che non è accettabile è la formazione di un governo afghano caratterizzato dall’estremismo, che rappresenterebbe una seria minaccia, non solo per l’Afghanistan, ma per la regione e il mondo in generale".

Ma i talebani non hanno risposto in maniera positiva e ieri mattina hanno dato un ultimatum di 4 ore perché la Valle del Panshir, ultimo nucleo della resistenza, si arrenda. "Nessuna resa – ha replicato Massoud in un’intervista ad al Arabiya –. Sono pronto a perdonare gli assassini di mio padre se questa è la condizione per la pace e la sicurezza in Afghanistan. Se vogliono la pace, parlano con noi e lavorano con noi, siamo tutti afghani e ci sarà la pace. Ma se i talebani rifiuteranno il dialogo, la guerra sarà inevitabile. Abbiamo affrontato l’Unione Sovietica, saremo in grado di affrontare i Talebani".

Il problema è con che risorse dato che né Stati Uniti né Russia sembrano disponibili a fornire aiuti. I talebani avrebbero incaricato Qasi Fasihuddion, membro del consiglio centrale talebano e vice della commissione militare di riconquistare la provincia. "Centinaia di mujahdin dell’Emirato islamico sono diretti verso il Panshir per controllarlo, dopo che funzionari locali hanno rifiutato di arrendersi pacificamente" scrivono sul loro account twitter in arabo i Talebani.

In realtà la forza talebana sarebbe ben maggiore. Secondo fonti giornalistiche di Kabul una forza di circa 3-4 mila talebani – in parte provenienti dalla capitale in parte da Kunduz – sarebbe già in marcia, non avrebbe cercato di entrare nella valle (difesa da oltre 10-12 mila uomini, tra cui 3-4 mila ex soldati dell’esercito afghano) –, ma ci sarebbero stati scontri nelle vicine province di Kunduz e Baghlan. Scaramucce sono segnalate anche in Wardak e nel Parwan.

Secondo notizie non verificabili le forze dell’Alleanza del Nord avrebbero condotto con successo anche un agguato a una delle colonne talebane nei pressi di Jabal Siraj, nella provincia di Parwan. La giornata di oggi potrebbe vedere un primo tentativo dei talebani di entrare nel Panshir e misurare la determinazione e la capacità delle forze di Massoud a resistere.

Alessandro Farruggia