Maria Buso (Facebook)

Treviso, 10 agosto 2018 - Voleva guarire e tornare a casa. Come tutte le mamme che dopo nove mesi di attesa non aspettano altro che abbracciare il proprio figlio. Stavolta non è andata così. La setticemia l’ha uccisa cinque giorni dopo aver partorito due gemellini. Quella di Maria Buso è la storia di una madre che non potrà veder crescere i suoi figli. Quella di una tragedia iniziata a consumarsi subito dopo il cesareo eseguito all’ospedale trevigiano di Ca’ Foncello. Una fine terribile per l’impiegata della Flores Cada muro, originaria di Cimadolmo (Treviso) ma residente a Maserada, zona in cui da tempo lei e il marito vivevano in una villetta di via Calderai. Se l’infezione se ne fosse andata, sarebbe tornata a casa per cominciare la sua vita accanto ai piccoli Filippo e Alice. E invece una complicazione dopo il parto ha raggirato gli sforzi dei medici che hanno provato fino alla fine a salvarle la vita.

Sconvolto il marito, Fabio Piovesan, diviso tra la felicità per la nascita dei bimbi e la disperazione per la perdita della moglie, sposata due anni fa. Sotto choc il fratello di Maria, Stefano Buso che ha raccontato: «Ancora non ci rendiamo conto di quello che è successo. In questi giorni avremmo dovuto festeggiare e invece siamo stati travolti dal dolore».

La causa della morte di Maria, deceduta tra sofferenze atroci, sarebbe una setticemia massiva. Eppure in ospedale, la donna era entrata per partorire dopo una gravidanza senza problemi: «Il parto cesareo era stato programmato per il 6 agosto, ma il 3 Maria ha cominciato ad accusare dolori ed è andata in ospedale – prosegue Stefano –. In serata hanno eseguito il cesareo e tutto sembrava essere andato per il meglio. Ma il giorno dopo mia sorella stava ancora male».

Tra sabato e domenica le condizioni si sono aggravate e Maria è stata portata in sala operatoria. Al termine dell’intervento, la terribile diagnosi: sepsi. Un’infezione contro la quale i medici del Ca’ Foncello hanno lottato senza sosta e inutilmente fino a mercoledì. Non è escluso che la famiglia chieda l’apertura di un’indagine: «Vogliamo sia fatta chiarezza, sapere perché mia sorella è morta e se è stato fatto tutto il possibile», ha dichiarato Stefano Buso. Secondo l’Usl 2, però, il quadro sarebbe chiaro, e legato alla storia clinica della 39enne che aveva subìto in passato un intervento chirurgico. I medici del reparto di ostetricia hanno tentato di tutto per salvarla, ma quella operazione avrebbe favorito l’insorgenza dell’infezione mortale.