Davide

Nitrosi

Tra il Natale sciapo del lockdown e il Natale intimo della natività di Gesù, c’è l’innegabile volto laico che il Natale ha assunto nella storia. È il Natale del neo umanesimo di cui tutti abbiamo bisogno. Il Natale che dalla tradizione cristiana ha mutuato l’essenza dei significati: l’attenzione agli altri, la felicità di donare piuttosto che ricevere, la serenità di incontrare le persone vicine che la vita ci tiene troppo lontane. Sono i Natali laici, le notti che trasformano gli Scrooge in uomini generosi. Il Natale dei buoni sentimenti, artificiale, ipocrita, diranno molti di voi. Il Natale consumistico...

Sarà, però attorno alla narrazione laica del Natale c’è un sentimento positivo che dobbiamo salvaguardare, anche distanziati. Ognuno vive il Natale come meglio crede, come mistero della natività, come momento di riposo, come occasione per ritrovare affetti e tempo per gli altri o per se stessi. Quest’anno ci mancherà il bistrattato Natale secolare, altro che giustificazioni, perché le regole anti Covid ci impediranno di vivere l’incontro con amici o parenti, che era un carattere autentico dei nostri Natali. E non diciamo che quest’anno sarà un "Natale vero". Cosa vuol dire? Quel "vero" è solo un tentativo di abbozzare un ristoro a ciò che ci è tolto. Il Natale è vero sempre. Per i cristiani e per chi lo vive laicamente. Parentesi di pace nella guerra dei nostri mondi agitati.