12 apr 2022

L’Anpi, la guerra e la Costituzione citata a metà

massimo
Cronaca

Massimo

Donelli

era una volta l’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), meritorio tributo ai caduti nella guerra (sottolineato) di liberazione. C’è ancora, l’Anpi. Ma ciò che sentiamo, leggiamo, vediamo a 77 anni dalla fondazione (5 aprile 1945) di meritorio non ha nulla. Anzi. E lo scrivo amaramente. Perché sono bisnipote di anarchico, nipote di socialista, figlio di comunista, con infanzia punteggiata da Bella ciao, Fischia il vento, Bandiera rossa. E mi spiace, quindi, anzi mi fa proprio male, vedere l’Anpi in versione Paperissima: confonde la bandiera italiana con quella ungherese; putineggia; mostra scarsa conoscenza perfino della Costituzione, che senza la Resistenza non sarebbe mai nata. Al punto che, ignari di quanto detto quattro giorni fa da Giuliano Amato, 84 anni, presidente della Corte Costituzionale, i post partigiani hanno diffuso un manifesto sul prossimo 25 aprile in cui campeggiano le prime tre parole dell’articolo 11 della Carta, "L’Italia ripudia la guerra", contornate da vessilli… ungheresi, bandiera pacifista, vecchietti sulle panchine e bimbi a terra che disegnano.

Ora, trascurando il dettaglio che "guerra" compare cinque volte nelle prime quattro pagine dello statuto Anpi (l’avranno mai letto?), com’è stato possibile sorvolare sulle parole di Amato? "Diciamo sempre che l’articolo 11 ripudia la guerra. Ma dice che ripudia la guerra come mezzo di offesa dei diritti di altri popoli e mezzo per risolvere le controversie internazionali. La ripudia come mezzo di aggressione. La Costituzione, però, contempla anche l’articolo 52 sul servire la Patria e il 78 che dice: il Parlamento delibera lo stato di guerra e dà al governo i poteri necessari" ha spiegato il presidente. Avrebbe potuto aggiungere: "Questa guerra non la si può fare che così. E poi non siamo noi che comandiamo a lei, ma è lei che comanda a noi". Chi lo dice, Volodymyr Zelensky? No. L’ha detto il partigiano (vero) Beppe Fenoglio (1922-1963). Rileggere, please.

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