Venerdì 19 Luglio 2024
PARIGI;
Cronaca

L’altolà di Parigi Traffico in tilt e incidenti I francesi esasperati odiano i monopattini

La capitale è stata tra le prime città ad adottarli per motivi ecologici. Ma le strade non si sono liberate dalle auto e sono aumentati i rischi. Referendum flop, ma la sindaca ne approfitta per vietare il noleggio.

L’altolà di Parigi  Traffico in tilt e incidenti  I francesi esasperati  odiano i monopattini

L’altolà di Parigi Traffico in tilt e incidenti I francesi esasperati odiano i monopattini

di Giovanni Serafini

PARIGI

Ho iniziato a odiare la “trottinette”, il monopattino elettrico che impazza a Parigi da quattro anni, quando ho assistito di persona a un incidente accaduto in un luogo davvero imprevedibile: l’interno della metropolitana.

Mi trovavo sul quai della stazione Madeleine, un sabato pomeriggio: il convoglio era appena arrivato e le porte automatiche si erano appena spalancate quando è sbucato da un corridoio a tutta velocità un ragazzo sui 13 anni, in piedi sul monopattino, che ha tentato di salire al volo prima che le porte si chiudessero. Purtroppo non aveva preso bene le misure: la ruotina anteriore si è bloccata, il ragazzo ha perso l’equilibrio ed è stato catapultato dentro lo scompartimento finendo a terra, mentre la “trottinette” terminava violentemente la sua corsa sulle gambe di un’anziana signora, trasportata poi in ospedale per fratture varie.

Dal primo settembre prossimo scene di questo genere non le vedremo più: un referendum indetto dalla sindaca di Parigi Anne Hidalgo si è concluso con un “no” massiccio all’uso dei monopattini elettrici ad uso pubblico. Resteranno in circolazione solo quelli privati, ma sottoposti a regole più severe, mentre scompariranno gli oltre 15mila che si possono noleggiare ovunque. L’afflusso dei votanti è stato molto basso: appena 103 mila cittadini su 1 milione e 300mila iscritti nelle liste elettorali: in tutto il 7,4% degli aventi diritto. Destra e sinistra si sono affrettate a dire che un voto espresso da una percentuale così bassa è "una farsa", un evento non significativo; ma hanno dovuto tacere davanti al risultato, un 90% di no che rappresenta un vero plebiscito. Hanno votato contro il monopattino soprattutto gli anziani, mentre i giovani, che erano i più interessati perché sono loro ad usarli abitualmente, hanno disertato le urne - e sono stati puniti.

Parigi è stata la prima città europea a adottare la “trottinette”, nel 2018. L’obiettivo era snellire il traffico e combattere l’inquinamento. Non si è ottenuta né una cosa né l’altra. Il traffico è peggiorato e anche gli ecologisti hanno dovuto constatare che la moltiplicazione e lo smaltimento di migliaia di batterie a corta durata poneva un problema. In più ci sono i rischi e i pericoli legati all’uso di un mezzo molto instabile, che non ha targa, che non richiede il possesso di un patentino, che può essere guidato anche da un dodicenne e che lascia presumere una certa impunità a chi passa col semaforo rosso, o procede contromano, o si avventura sui marciapiedi fra i passanti.

Risultato: centinaia di feriti (459 lo scorso anno) e addirittura 3 morti. Fra questi ultimi, Miriam Segato, giovane italiana di Capalbio, 31 anni, che il 14 giugno 2021 stava passeggiando sul quai della Senna quando venne travolta e uccisa dal monopattino sul quale viaggiavano due ragazze (che oltretutto sono scappate senza soccorrerla).

Tutti i sondaggi ordinati dalla sindaca Hidalgo hanno dato risposte identiche: i parigini sono esasperati dall’invadenza delle “trottinettes”.

Gli automobilisti in particolare, già innervositi per le code provocate dai cantieri che occupano la città in vista dei giochi olimpici, rischiano in ogni momento di travolgere incoscienti che filano senza casco, tagliando la strada all’improvviso e senza segnalare la direzione. Basta un’occhiata alla rue de Rivoli, o a alle strade che costeggiano Notre-Dame, per avere un’idea dell’inferno quotidiano vissuto dagli automobilisti e dagli abitanti. Fra pochi mesi, meno male, si cambia. E la Hidalgo sarà forse costretta ad occuparsi anche delle biciclette, il suo cavallo di battaglia, che hanno bisogno urgente di una regolamentazione seria.