Cesare De Carlo Cominciamo dalla solita citazione. Di Hegel: la storia insegna che non insegna nulla. Era l’inizio dell’Ottocento. L’Europa aveva avuto 42 guerre nel secolo precedente. Sarebbero state 58 nel secolo del filosofo. Poi nel Novecento due guerre mondiali. Limitiamoci a una delle minori: in Afghanistan, combattuta dagli americani ma con il coinvolgimento dell’intera alleanza Nato....

Cesare

De Carlo

Cominciamo dalla solita citazione. Di Hegel: la storia insegna che non insegna nulla. Era l’inizio dell’Ottocento. L’Europa aveva avuto 42 guerre nel secolo precedente. Sarebbero state 58 nel secolo del filosofo. Poi nel Novecento due guerre mondiali. Limitiamoci a una delle minori: in Afghanistan, combattuta dagli americani ma con il coinvolgimento dell’intera alleanza Nato. L’altro giorno alla Casa Bianca il presidente afghano Ashraf Ghani ha scongiurato Joe Biden di non ritirare tutte le truppe prima dell’11 settembre 2021. Data simbolica. Saranno vent’anni dal più devastante attacco subito dagli Stati Uniti dopo Pearl Harbor (1941). Generiche le assicurazioni: il sostegno americano continuerà sotto "altre" forme. Suonano analoghe a quelle che Henry Kissinger diede ai sudvietnamiti quando il 7 gennaio 1973 firmò la pace con il Vietnam del nord.

Un anno dopo il ritiro americano l’esercito comunista invadeva il sud e il 30 aprile 1975 l’ultimo elicottero si levava dall’ambasciata americana di Saigon. Il copione si ripeterà, secondo l’Intelligence. E in tempi più brevi. I talebani potrebbero riconquistare Kabul entro sei mesi dallo sgombero americano. Gli alleati, fra cui gli italiani, se ne sono già andati. E allora rimanere? Non lo vogliono gli americani. Non lo voleva nemmeno Trump. Quella in Afghanistan è la guerra più lunga. Vent’anni. E comunque si tratta di una guerra mal concepita e peggio condotta. Fu George W. Bush a rispolverare in Afghanistan la strategia dell’escalation fallimentare in Vietnam. Colin Powell in Kuwait ne aveva esorcizzato la sindrome. Se si fa la guerra – disse – usare tutta la forza disponibile. Ma in Afghanistan la sindrome è tornata. Ai britannici e ai sovietici fra gli sconfitti si aggiungeranno gli americani? Probabile. Il rischio è che il nuovo Afghanistan talebano ridiventi un hub del terrorismo islamico. L’attacco dell’11 settembre partì da lì. Mai dimenticarlo, sempre a proposito di storia. (cesaredecarlo@cs.com)