Coronavirus, ospedale di Prato (Ansa)
Coronavirus, ospedale di Prato (Ansa)

Roma, 18 dicembre 2020 - Torna a salire l'indice Rt in Italia. L'ultimo report Iss relativo al periodo 7 - 13 dicembre lo fissa a 0,86, rispetto allo 0.82 di una settimana fa. Quindi l'incidenza in Italia del Covid-19 rimane ancora troppo elevata, tanto da non permette un allentamento delle misure, ma anzi richiede un rafforzamento delle stesse in alcune aree del paese.

Indice RT in risalita

La bozza sul monitoraggio settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute sull'epidemia di Coronavirus nel Paese mostra un l'indice di trasmissibilità Rt medio in risalita: nel periodo 25 novembre-8 dicembre 2020, l'indice calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,86, rispetto allo 0.82 del monitoraggio della scorsa settimana. "Si riscontrano valori di Rt puntuale inferiore a 1 in 16 Regioni e province autonome: 15 hanno un Rt puntuale inferiore a uno, anche nel suo intervallo di credibilità maggiore, indicando una diminuzione significativa nella trasmissibilità". 

Primo segnale di controtendenza

Dalla bozza del monitoraggio relativo alla settimana 7 - 13 dicembre 2020 (dati aggiornati al 16 dicembre 2020), emerge anche che in tre regioni, Lazio, Lombardia e Veneto, l'Indice Rt è cresciuto: "si osserva per la prima volta un segnale di controtendenza nella trasmissibilità" di Covid-19 "rispetto alla settimana precedente nell'intero Paese". In queste tre Regioni si è registratata una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2 (cioè quello con rt superiore a 1, ndr). Il report sottolinea che "questo si realizza in un contesto europeo caratterizzato da un nuovo aumento nel numero di casi in alcuni Paesi come Regno Unito, Olanda e Germania e una mancata diminuzione dei casi con stabilizzazione della curva epidemica in altri, per esempio in Francia e Spagna". 

Lazio, Liguria e Veneto Alto rischio

"Nella maggior parte delle Regioni/PPAA un rischio Moderato o Alto con cinque Regioni/PA a rischio Basso di una epidemia non controllata e non gestibile. In particolare, 3 Regioni (Lazio, Liguria e Veneto) sono classificate a rischio Alto. Nessuna di queste è stata classificata a rischio Alto per 3 o più settimane consecutive Tredici Regioni/PA sono classificate a rischio Moderato, di cui 2 (Marche e PA Trento) hanno una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese nel caso si mantenga invariata l'attuale trasmissibilità. Cinque Regioni sono classificate a rischio Basso. Tutte le Regioni/PPAA, tranne 3, hanno un Rt puntuale compatibile con uno scenario di tipo 1. Le rimanenti Regioni hanno un Rt puntuale compatibile con uno scenario tipo 2 (Lazio, Lombardia e Veneto). Si osserva ancora nella maggior parte delle Regioni/PPAA un impatto elevato della epidemia. Al 15 dicembre, 16 Regioni/PPAA avevano superato almeno una soglia critica in area medica o TI (vs 18 Regioni/PPAA la settimana precedente)". 

In due regioni Rt superiore a 1

In tre regioni l'indice di contagiosità Rt è pari a 1 o superiore a 1. Si tratta del Molise (1.18) , il Veneto (1.07) e la Lombardia (1). Il valore più basso è riferito alla Valle d'Aosta e alla Campania che registrano 0,63.

Festività, possibile aumento contagi

Quindi il report dell'Iss raccomanda di tenere alto il grado di allerta: "Nella settimana di monitoraggio si continua ad osservare nella maggior parte delle Regioni/PPAA un rischio Moderato o Alto con solo cinque Regioni/PA a rischio Basso di una epidemia non controllata e non gestibile. Questo andamento richiede rigore nell'adozione e rispetto delle misure evitando un rilassamento nei comportamenti".

Per le festività le preoccupazioni aumentano. "In complesso prevedere l'impatto che potrebbe avere il periodo di feste natalizie, tuttavia le aumentate mobilità e l'interazione interpersonale tipica della socialità di questa stagione potrebbero determinare un aumento rilevante della trasmissione di SARS-CoV-2. Nella situazione descritta, questo comporterebbe un conseguente rapido aumento dei casi a livelli potenzialmente superiori rispetto a quanto osservato a novembre in un contesto in cui l'impatto dell'epidemia sugli operatori sanitari, sui servizi e sulla popolazione è ancora molto elevato".

Valori lontani da ripristino tracciati

Anche se il monitoragio ha registrato una diminuzione dell'incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 giorni, ma il valore è "ancora lontano da livelli che permetterebbero il completo ripristino sull'intero territorio nazionale dell'identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. Questo approccio ha mostrato i primi segni di criticità quando il valore a livello nazionale ha superato i 50 casi per 100.000 in sette giorni", evidenzia la bozza settimanale Iss.

Età media

"L'età media è costante poco sotto i 50 anni", sottolinea Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss). Le fasce della popolazione più colpite sono tra i tra i 15 e i 70 anni. E "oltre il 50% delle persone diagnosticate è asintomatica".

Diminuiscono le terapie intensive

Il dato positivo arriva dalle terapie intensive: il numero di persone ricoverate è in diminuzione da 3.345 (08/12/2020) a 3.003 (15/12/2020). Anche il numero di persone ricoverate in aree mediche è diminuito passando da 30.081 (08/12/2020) a 27.342 (15/12/2020).  "C'è una decrescita lenta per l'occupazione dei posti letto ospedalieri, sia nel campo dell'area medica sia in quello delle terapie intensive", dice Brusaferro. "Per le intensive ci sono 4 regioni che superano a 30 giorni la probabilità di andare oltre la soglia critica del 30% di occupazione dei posti".

Ecco i dati regione per regione

Il primo è il valore a 14 giorni, mentre il secondo è l'Rt puntuale.

Abruzzo 0.80; 0.82 
Basilicata 0.67; 0.61 
Calabria 0.74 ; 0.74 
Campania 0.63; 0.59 
Emilia Romagna 0.84; 0.84 
Friuli Venezia Giulia 0.78; 0.7 
Lazio 0.95; 1.04 
Liguria 0.74; 0.73 
Lombardia 1.00; 1.02 
Marche 0.88; 0.97 
Molise 1.18; 1.16 
Piemonte 0.68; 0.81 
Provincia Autonoma di Bolzano 0.75; 1.05 
Provincia Autonoma Trento 0.97; 0.68 
Puglia 0.89; 0.9 
Sardegna 0.80; 0.83 
Sicilia 0.73; 0.72 
Toscana 0.70; 0.68 
Umbria 0.75; 0.75 
Valle d'Aosta 0.63; 0.57 
Veneto 1.07; 1.08.