Lunedì 20 Maggio 2024
ALESSANDRO FARRUGGIA
Esteri

L’ultimo fortino di Hamas. Netanyahu accelera, l’esercito è pronto: "Blitz a Rafah imminente"

Un funzionario della Difesa: attaccheremo quando arriverà l’ok politico. Hamas pubblica il video di un ostaggio americano col braccio amputato.

L’ultimo fortino di Hamas. Netanyahu accelera, l’esercito è pronto: "Blitz a Rafah imminente"

L’ultimo fortino di Hamas. Netanyahu accelera, l’esercito è pronto: "Blitz a Rafah imminente"

Tsahal, l’esercito israeliano, è pronto ad avviare l’attacco a Rafah. "Lo faremo non appena verrà il via libera politico" ha detto un funzionario del ministero della Difesa all’agenzia Reuters. Per questo Idf ha fatto affluire due battaglioni di riservisti, la 679esima brigata corazzata Yiftah e la seconda brigata di fanteria “Carmel“, messe sotto il comando della 99° divisione, che si unirà alla 162° divisione, e in particolare alla sua brigata 993, i berretti verdi della Nahal, per condurre l’offensiva. Tsahal stima che a Rafah si trovino quattro dei sei battaglioni rimasti a Hamas, dei diciotto originari: Yabna a sud, Shaboura a nord, Tel Sultan ad est e quello di Rafa Est. Il loro comandante si chiama Mohammad Shabana e fa riferimento a Sinwar in persona, che secondo un quotidiano arabo sarebbe uscito per qualche minuto nei giorni scorsi dal tunnel nel quale è rintanato.

La tecnica di Tsahal, già sperimentata nella Striscia, è quella della “rotazione“ delle offensive. Gli israeliani divideranno Rafah in quattro aree e tenteranno di spostare la popolazione che si trova in ogni settore sistemandola a Khan Younis, dove hanno iniziato a creare campi profughi per 420mila persone. Considerando che il numero di sfollati a Rafah è tra il milione e il milione e 300mila persone, l’operazione sembra oltre il possibile. Ma il piano è quello. Liberare un’area dai civili, attaccarla, ripulirla da Hamas, poi consentire il rientro della popolazione e passare poi alla seconda.

L’avvio dell’operazione è così vicino che ieri il direttore dello Shin Bet, Ronen Bar, e il capo di Stato maggiore, Herzl Halevi, si sono recati al Cairo per incontrare il capo dell’intelligence egiziana e altri funzionari militari per discutere dei piani per l’imminente offensiva, così come degli sforzi per riavviare i negoziati per la liberazione degli ostaggi. E proprio per alimentare l’ansia dei familiari sul loro destino, le Brigate Al Qassam hanno diffuso un nuovo video di uno degli ostaggi, l’israelo-americano Hersh Goldberg-Polin, 24 anni compiuti in prigionia. Rapito il 7 ottobre dal Nova festival di Reim, il ragazzo rimase ferito da una granata, che gli è costata l’amputazione di un braccio.

L’avvio dell’operazione non significa l’attacco di terra vero e proprio perchè prima bisognerà spostare i civili, e ci vorranno almeno due settimane. E quindi l’opzione più probabile è un avvio nei primi giorni di maggio per poi, attorno al 20 maggio, procedere con l’offensiva vera e propria. Nel frattempo prosegue la pressione israeliana su Hezbollah, in Libano: il ministro della Difesa Yoav Gallant ha annunciato ieri l’avvio di un’offensiva al confine, con decine di raid aerei e attacchi di artiglieria che hanno colpito "40 obiettivi", e ha rivendicato l’uccisione "di metà dei comandanti" dei miliziani sciiti filoiraniani nell’area.