ROMA Le persone che accedono senza Green pass ai servizi e alle attività in cui è obbligatorio averlo rischiano una sanzione da 400 a 1.000 euro. La stessa multa si applica al soggetto tenuto a controllare il possesso del Green pass se omette il controllo. Lo spiegano fonti di Palazzo Chigi ricordando che il nuovo decreto Covid dal 20 gennaio prevede l’obbligo di Green pass base per l’accesso alle attività che offrono servizi alla...

ROMA

Le persone che accedono senza Green pass ai servizi e alle attività in cui è obbligatorio averlo rischiano una sanzione da 400 a 1.000 euro. La stessa multa si applica al soggetto tenuto a controllare il possesso del Green pass se omette il controllo. Lo spiegano fonti di Palazzo Chigi ricordando che il nuovo decreto Covid dal 20 gennaio prevede l’obbligo di Green pass base per l’accesso alle attività che offrono servizi alla persona (barbieri, parrucchiere ed estetiste) e dall’1 febbraio per uffici pubblici, poste, banche e attività commerciali, salvo quelle per esigenze essenziali.

La stretta decisa dal governo potrebbe però arrivare troppo tardi per evitare di mettere in crisi gli ospedali e di precipitare altre regioni in arancione, se non in rosso a fine mese. "Purtroppo le nuove misure definite dal governo – osserva il presidente dellla fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta – sono il frutto di compromessi politici, piuttosto che di una coraggiosa strategia di contrasto alla pandemia. Rappresentano un’ulteriore stratificazione di ’pannicelli caldi’ insufficienti e tardivi". L’impatto sui ricoveri, osserva Gimbe, viene ’ammortizzato’ dalle coperture vaccinali ma l’enorme numero di casi (+28% ricoveri in 7 giorni, di cui +21,6% in terapia intensiva) "sta portando ad una silenziosa e pericolosa congestione degli ospedali". Secondo i dati di Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari, il tasso di occupazione di posti letto per i pazienti Covid in area non critica è in crescita da giorni: ieri è salito al 22% (mercoledì era al 21% e domenica 2 gennaio era al 18%), mentre l’occupazione delle terapie intensive raggiunge il 16% (mercoledì era al 15% e domenica 2 gennaio al 14%).

Per le terapie intensive crescono il Piemonte (+2% al 22%), il Lazio (al 20%), la Toscana (17%), l’Umbria (14%), mentre sono stabili l’Emilia Romagna (16%), la Lombardia (15%), e scendono il Veneto (-1%, 19%), la Liguria (-1%, 20%) e le Marche (-1%, 19%). Per i reparti di area non critica la Liguria aumenta di ben due punti, dal 32 al 34%, la Lombardia sale dal 23 al 24%, l’Emilia Romagna dal 18 al 19%, la Toscana dal 17 al 18%, mentre le Marche sono stabili al 24%.

Alessandro Farruggia