Nel giorno in cui l’Umbria supera la soglia di 8 mila attualmente positivi al Covid, il Tar sospende l’ordinanza della Regione con la quale è stata fermata, nelle zone rosse, l’attività dei servizi socio-educativi per la prima infanzia (fino a 36 mesi d’età) e delle relative scuole per questa fascia d’età. Lo fa accogliendo il ricorso presentato da un genitore, con un provvedimento valido però in questo ambito per tutti. Secondo i giudici il provvedimento impugnato "reca un pregiudizio evidente nei confronti della ricorrente e del minore rappresentato poiché nel sistema normativo statale si rintraccia la prescrizione che anche in zona rossa le scuole per l’infanzia restino aperte". Il Tar ha invece respinto la parte del ricorso contro la stessa ordinanza della Regione per quanto riguarda l’istruzione primaria e secondaria (che deve svolgersi "esclusivamente con modalità a distanza"). "La gravità dell’incremento epidemiologico – è scritto tra l’altro nell’ordinanza – comporta la conferma dell’orientamento per cui, nel bilanciamento tra l’interesse alla salute pubblica e quello ad una formazione scolastica (che comunque può essere svolta temporaneamente a distanza), la prevalenza

del primo".