Silvia Avallone (foto Schicchi)
Silvia Avallone (foto Schicchi)

Roma, 25 novembre 2020 - Sono calciatrici, chef stellate, scrittrici. E hanno deciso di essere loro stesse, di non vivere vite di altri ma di vivere la loro vocazione nella maniera più piena. A "Tre parole", la diretta streaming di Qn, Il Resto del Carlino La Nazione e il Giorno parlano alcuni nomi che sono particolarmente importanti nei loro rispettivi campi. Una riflessione nell'ambito della giornata contro la violenza alle donne. Amicizia, libertà, amore e coraggio: le parole sono più di tre e scorrono nel confronto al femminile. 

"La letteratura è stata da sempre la mia grande passione. Leggendo potevo sognare anche di uscire dalla provincia e entrare in quelle città dove le cose accadevano - dice Silvia Avallone, scrittrice, che ha da poco pubblicato il suo nuovo libro, "Un'amicizia", con Rizzoli - Ho avuto la voglia di essere diversa dagli stereotipi in cui ci ingabbiano certi cliche, alimentati soprattutto dal web". 

"Al primo giorno di lavoro, durante una pausa, ho guardato la cucina in cui ero e ho detto 'Mi sento a casa' - dice la chef stellata Antonia Klugmann - Non riuscirei a fare qualcosa per il puro senso del dovere. Mi serve la passione, mi serve qualcosa di più. Ho cercato qualcosa che mi prendesse fino in fondo. Mi sono innamorata di qualcosa che non ero stata educata ad amare". 

La passione come mezzo per far uscire fuori il talento. "Ho sempre giocato a calcio con i cugini e non vedevamo l'ora di avere cinque anni per giocare con una squadra - dice Stephanie Ohrstrom, portiera della Fiorentina -. Sono molto fortunata: i miei genitori non mi hanno mai creato problemi rispetto alla strada che ho scelto. Le bambine hanno bisogno di capire che possono avere successo e trovare la loro strada, per questo ho scritto un libro per dare loro un modello". 

Cosa manca al calcio per entrare nel futuro? E perché il pallone sia anche femmina? "Vogliamo che il nostro lavoro sia riconosciuto, è importante che il calcio femminile sia riconosciuto come professionistico, in modo che chi comincia ora a giocare a calcio abbia un futuro". Per fare la calciatrice "è necessario avere il coraggio di inseguire il sogno. Se non hai la testa e la voglia di fare questo percorso è difficile, anche se hai le qualità fisiche". 

"Il coraggio di essere qualcosa fino in fondo ha dominato la mia vita. Quanto più si è verticali, tanto più si possono conoscere nuove strade - dice l'editrice e regista Elisabetta Sgarbi - Quanto più si è verticali, tanto più si possono conoscere nuove strade". 

E' una giornata ricca di parole, parole diverse, parole che fanno crescere. Come "Amicizia", che poi è l'ingrediente dell'ultimo libro della Avallone: "L'amicizia, la sorellanza, è una proiezione di noi stessi. E' un uscire dall'occhio vigile dei genitori. L'amicizia ci catapulta nel mondo ed è un grande mezzo per essere libere. La figlia femmina subisce molto lo sguardo di tua madre, quello che la madre desidera è una catena che bisogna in certi casi riuscire a rompere. L'amiciizia è come un laboratorio della tua identità e di libertà".