Albino Luciani è stato Papa per 33 giorni, morì nel 1978
Albino Luciani è stato Papa per 33 giorni, morì nel 1978
Quando morì Papa Luciani si facevano ancora le edizioni straordinarie. Quella del Resto del Carlino aveva un titolo enorme, tutto maiuscolo, grande quasi metà pagina: "IL PAPA È MORTO", e pareva una notizia quasi incredibile, perché lo stesso titolo era stato fatto solo poco più di un mese prima, alla scomparsa di Paolo VI. Il Corriere della Sera titolò: "Ha sorriso solo 33 giorni". Lotta Continua, che si distingueva per lo stile garbato, titolò: "È rimorto il Papa", e l’occhiello era anch’esso di gran classe: "Albino Luciani ha smesso di ridere". Eppure sono stati quei soli trentatrè giorni a cambiare dopo secoli l’immagine del Papa. Figlio di contadini del Bellunese, uomo umile, discreto, quasi timido ma tutt’altro che ingenuo, Albino Luciani ha rivoluzionato la figura del...

Quando morì Papa Luciani si facevano ancora le edizioni straordinarie. Quella del Resto del Carlino aveva un titolo enorme, tutto maiuscolo, grande quasi metà pagina: "IL PAPA È MORTO", e pareva una notizia quasi incredibile, perché lo stesso titolo era stato fatto solo poco più di un mese prima, alla scomparsa di Paolo VI. Il Corriere della Sera titolò: "Ha sorriso solo 33 giorni". Lotta Continua, che si distingueva per lo stile garbato, titolò: "È rimorto il Papa", e l’occhiello era anch’esso di gran classe: "Albino Luciani ha smesso di ridere".

Eppure sono stati quei soli trentatrè giorni a cambiare dopo secoli l’immagine del Papa. Figlio di contadini del Bellunese, uomo umile, discreto, quasi timido ma tutt’altro che ingenuo, Albino Luciani ha rivoluzionato la figura del romano pontefice, ancor più, molto più di quanto avesse già fatto Papa Roncalli, al quale era peraltro seguito Montini, uomo austero, apparentemente severo, certo poco incline al sorriso.

Il giorno della sua elezione Luciani cercò subito un gesto rivoluzionario. Chiese di poter rivolgere dalla loggia di San Pietro un discorso di saluto ai fedeli in piazza. Glielo impedirono perché il cerimoniale prevedeva, dopo l’Habemus Papam, solo una benedizione in latino. Ma la rivoluzione era rinviata di poche ore. Il 26 agosto 1978, giorno dell’elezione, era infatti un sabato. La mattina dopo il nuovo Papa approfittò dell’Angelus per fare il discorso che gli era stato impedito al momento della proclamazione. Scoprimmo un uomo mite ed emozionato: "Ieri mattina io sono andato alla Sistina a votare tranquillamente. Mai avrei immaginato quello che stava per succedere...", furono le sue prime parole, pronunciate con voce esile, tremula. Spiegò perché aveva scelto il doppio nome (mai successo prima in due millenni) e parlò di sé in prima persona, rinunciando al tradizionale plurale maiestatis. La Chiesa stava cambiando per sempre, e il Papa diventava un parroco del mondo. Sarebbero bastate solo poche settimane per vedere un Papa neoeletto (Karol Wojtyla) infrangere il cerimoniale e pronunciare dalla loggia di San Pietro il discorso di saluto ai fedeli.

Il Papato di Albino Luciani è anche avvolto da un alone di mistero, a partire dalla fumata che ne annunciò l’inizio: apparve nera e restò grigia per molti minuti, lasciando nel dubbio le tv di tutto il mondo. Solo quando si aprì la porta della loggia si capì che i cardinali avevano scelto il Papa: ma il fumo continuava a non diventare bianco.

Nel settembre del 1998, ventennale della morte, andai al suo paese, Canale d’Agordo, a intervistare il fratello Edoardo. Mi raccontò che nel marzo di quel 1978, quindi cinque mesi prima di essere eletto Papa, Albino era andato in pellegrinaggio e Fatima e suor Lucia – l’ultima veggente allora in vita – gli aveva chiesto di incontrarlo e gli aveva parlato per due ore. "Al ritorno Albino venne qui a casa mia e mi disse di essere sconvolto da quel che gli aveva detto suor Lucia", mi raccontò Edoardo. Sapeva che sarebbe diventato Papa e che sarebbe morto presto? Suor Vincenza Taffarel, la religiosa infermiera che lo seguiva da anni, rivelò che durante uno di quei trentatré giorni Luciani le disse: "Su questa sedia rimarrò poco, perché presto ci sarà uno straniero". Altre testimonianze confermano questa convinzione di Giovanni Paolo I.

Misteri. Ma misteri, probabilmente, dell’altro mondo. Non come le trame ipotizzate da chi, ancora adesso, sospetta che Luciani fu ammazzato da una congiura di prelati. Un intrigo lanciato per primo dal giornalista David Yallop nel suo libro "In nome di Dio".

Chiesi al fratello che cosa ne pensasse. "Yallop?", mi disse: "Il fulcro della sua ricostruzione è la scomparsa dell’orologio". Poi si girò verso la moglie, che stava lavando i piatti: "Fa’ vedere l’orologio a questo giornalista...". La moglie si girò: l’orologio del mistero, un Longines di metallo di tipo economico, ce l’aveva su lei, la cognata, mentre lavava i piatti.