È stato per 4 anni il soldato umile e muto di Donald Trump. Un aiutante di campo obbediente e grigio, pronto a mettere la faccia quando il presidente non voleva mettere la sua. Mike Pence, 61 anni, 48esimo vicepresidente degli Stati Uniti, nato e cresciuto in Indiana, profondamente religioso e antiabortista, con un passato come conduttore radiofonico e militante democratico fino al 1983 (ha votato per Carter...

È stato per 4 anni il soldato umile e muto di Donald Trump. Un aiutante di campo obbediente e grigio, pronto a mettere la faccia quando il presidente non voleva mettere la sua. Mike Pence, 61 anni, 48esimo vicepresidente degli Stati Uniti, nato e cresciuto in Indiana, profondamente religioso e antiabortista, con un passato come conduttore radiofonico e militante democratico fino al 1983 (ha votato per Carter preferendolo a Reagan), da oscuro e modesto esecutore di ordini, sta diventando in queste ore il vero ago della bilancia per le sorti del presidente uscente. Dalle scelte che farà, dipenderà il suo futuro politico.

Soltanto lui può invocare il 25esimo emendamento, che con un semplice voto a maggioranza del governo sottoscritto dai leader di Camera e Senato, rimuoverebbe Trump dallo Studio Ovale perché "incapace e pericoloso".

Pence capisce che questo è il suo momento, che Trump rimane instabile e imprevedibile, ma si sente vincolato a un ultimo disperato atto di lealtà, anche se dopo l’assalto al Campidoglio istigato dal presidente i suoi rapporti col tycoon si sono irrimediabilmente spezzati di fronte a un atto indifendibile.

Sposato con 3 figli, capo della task force della Casa Bianca nella lotta al Coronavirus, con un buon rapporto di collaborazione anche con gli avversari, Pence in queste ore è stretto tra la pressione fortissima dei democratici che minacciano di fare un secondo impeachment e quella di diversi leader repubblicani, che vogliono buttare a mare un Trump ormai fuori di testa, nel tentativo di salvare almeno quello che resta del partito.

È comunque molto improbabile che Pence dia il via alle procedure per spingere Trump fuori dalla Casa Bianca col 25mo emendamento. Non affosserà mai con un voto il suo generale. C’è chi pensa che il fedele e cieco servitore possa sfruttare un’arma migliore. Convincere Trump a dimettersi. Andarsene senza farsi cacciare dal Congresso e finire sotto inchiesta. Pence con le dimissioni diventerebbe presidente a tutti gli effetti per gli ultimi 11 giorni e potrebbe concordare il perdono di Trump. Come fece Ford con Nixon.

Giampaolo Pioli