15 mag 2022

Il fronte Ossezia: vogliamo la Russia E Mariupol voterà se lasciare Kiev

La regione della Georgia farà un referendum per aderire alla Federazione

L’Ossezia del Sud, Paese de facto indipendente dalla Georgia e satellite della Russia, cambia presidente, ma non muta la sua politica di fedele alleato di Mosca. L’unica incertezza, ora che Alan Gagloyev assume la massima carica prendendo il posto di Anatoly Bibilov, riguarda la tenuta del referendum per l’annessione alla Federazione russa che il capo dello Stato uscente ha indetto per il 17 luglio, ma sul quale Gagloyev esprime dubbi. L’ultima parola spetterà al Cremlino.

La commissione elettorale ha confermato l’elezione del 41enne Gagloyev con il 56% dei voti nel ballottaggio dell’8 maggio rispetto al 41% di Bibilov. Sarà lui a guidare per i prossimi 5 anni la piccola Repubblica di 55mila abitanti, riconosciuta ufficialmente da Mosca nel 2008 – insieme alla Abkhazia – dopo la guerra combattuta dalla Russia contro la Georgia, che aveva cercato di riprendere militarmente possesso del territorio secessionista. Alla vigilia dell’annuncio ufficiale del risultato elettorale, Bibilov ha firmato un decreto per indire il referendum per l’annessione alla Russia, sull’esempio di quanto successo nel 2014 in Crimea.

E intanto Mosca si sta preparando a indire un referendum anche a Mariupol per decidere se la città si unirà alla Russia: lo hanno affermato funzionari ucraini, dopo l’annuncio di un voto simile nella regione separatista dell’Ossezia del Sud in Georgia. Petro Andryushchenko, un consigliere del sindaco della città portuale, che opera in esilio, ha detto che fonti tra coloro che sono rimasti tra le rovine ritengono che un voto sul suo futuro sia in preparazione, anche se i residenti sono rimasti senza cibo e acqua.

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