26 apr 2022

Il conflitto si allarga oltre l’Ucraina Mosca: rischio terza guerra mondiale

Kiev colpisce un deposito di carburante in Russia. Lavrov attacca: la Nato combatte per procura contro di noi

alessandro farruggia
Cronaca

di Alessandro Farruggia La guerra deborda fuori dai confini dell’Ucraina. In Russia. E in Transnistria, la regione filorussa della Moldavia. Mentre in Donbass le truppe russe mettono a segno anche ieri limitatissime conquiste territoriali, due incidenti di matrice opposta – uno molto probabilmente ucraina, il secondo quasi certamente pro-russa – sono andati in scena nel lunedì della Pasqua ortodossa. Episodi che non possono aver lasciato indifferente il Cremlino. Infatti è il ministro degli Esteri, Sergei Lavrov, ad avvertire che, pur essendo "inaccettabile" un conflitto nucleare, la terza guerra mondiale è un rischio reale, soprattutto perché "fornendo armi all’Ucraina, la Nato è in guerra per procura contro la Russia". Parole che arrivano significativamente alla fine di una giornata, appunto, segnata dai due incidenti che hanno portato il conflitto fuori dall’Ucraina. Nel primo incidente sono stati fatti saltare in aria attorno alle 2 della scorsa notte due depositi di carburante (uno civile e uno militare, a poca distanza uno dall’altro) nella città di Bryansk, in Russia, a 105 chilometri in linea d’aria al confine ucraino. I depositi civile è della Trasneft ed è a servizio del cosiddetto ’‘Oleodotto dell’Amicizia”, che trasporta il greggio russo in Ucraina, Polonia, Ungheria e Germania. I depositi hanno continuato a bruciare per oltre dieci ore. Due le ipotesi: o un gruppo di sabotatori ucraini o un attacco con droni armati di fabbricazione turca ma in dotazione agli ucraini. Sarebbe almeno il quinto attacco sul suolo russo dal 31 marzo ad oggi. Mentre in serata ha preso fuoco, vicino a Mosca, il centro commerciale Shelkovyi Put, che ha fatto scattare l’immediata evacuazione. Il secondo attacco è avvenuto attorno alle 17 a Tiraspol, la capitale della autoproclamata repubblica filorussa della PridnestrovieTransnistria, dove dalla seconda metà anni ’90 si trova un piccolo distaccamento (originariamente 2.400, ora 1.500 uomini) di forze russe, eredi della ...

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