L’obiettivo del governo è far tornare tutti gli studenti in classe a settembre
L’obiettivo del governo è far tornare tutti gli studenti in classe a settembre
di Elena G. Polidori Il massimo che Matteo Salvini poteva ottenere da Mario Draghi era un rinvio. E lo ha ottenuto. Di poco, ma c’è riuscito. Il decreto sulle nuove regole per l’utilizzazione del green pass slittano di una settimana. Il governo vuole dare la priorità al tema giustizia, su cui le fibrillazioni all’interno della maggioranza restano pesanti, e dunque le questioni legate alle "nuove regole", soprattutto sul fronte scuola, restano nel congelatore. Ancora per qualche giorno, almeno. Ma la dilazione è strettamente politica, non formale. Perché sul fronte scuola le idee, dentro il governo, sono molto chiare, come ha ribadito anche il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. A settembre la scuola dovrà tornare in...

di Elena G. Polidori

Il massimo che Matteo Salvini poteva ottenere da Mario Draghi era un rinvio. E lo ha ottenuto. Di poco, ma c’è riuscito. Il decreto sulle nuove regole per l’utilizzazione del green pass slittano di una settimana. Il governo vuole dare la priorità al tema giustizia, su cui le fibrillazioni all’interno della maggioranza restano pesanti, e dunque le questioni legate alle "nuove regole", soprattutto sul fronte scuola, restano nel congelatore. Ancora per qualche giorno, almeno. Ma la dilazione è strettamente politica, non formale. Perché sul fronte scuola le idee, dentro il governo, sono molto chiare, come ha ribadito anche il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. A settembre la scuola dovrà tornare in presenza, nonostante il presidente dell’associazione nazionale presidi, Patrizio Giannelli, abbia cercato di frenare: "Se non c’è almeno il 60% degli studenti vaccinati non si può tornare a scuola, l’alternativa è la dad". Ma di dad il premier Draghi non ne vuol più sentir parlare. Ed è ancora orientato, riferiscono sia fonti della maggioranza che di Palazzo Chigi, a introdurre l’obbligo vaccinale per il personale scolastico (e non per gli studenti, ndr), in modo da permettere il ritorno in classe a settembre in sicurezza. Quanto alla possibilità che ci siano insegnanti no vax è un problema – si apprende sempre da ambienti governativi – considerato "secondario" visto che la categoria dei docenti – almeno al momento – risulta tra quelle che hanno aderito massicciamente alla campagna vaccinale, raggiungendo oltre l’85% della copertura, in pratica, solo il 15% (pari a circa 220 mila docenti, ma il dato appare sovrastimato, ndr) ancora non si sono vaccinati. In Francia, però, da settembre, nel caso ci sia un positivo a scuola o un contatto di positivo, solo i liceali e gli alunni delle medie non vaccinati dovranno restare a casa e seguire le lezioni a distanza. Gli immunizzati, invece, potranno restare in classe, possibilità che, al momento, Palazzo Chigi non prende neppure in considerazione per una questione legata alle regole sulla privacy; allo studio – viene spiegato – ci sono altre "possibilità", ma quello che è certo è che i docenti dovranno "stare in classe", cercando di convincere chi non vuole vaccinarsi a farlo. Se poi, entro il 20 agosto – data in cui le Regioni dovranno fornire a Figliuolo i numeri reali della situazione – non si sarà raggiunto il 90%, si introdurrà l’obbligo.

Intanto, oggi verrà illustrato alle Regioni il piano messo a punto dall’Istruzione sulla base delle indicazioni del Cts: arrivare alla ripresa dell’anno scolastico con almeno il 60% degli studenti tra i 12 e i 19 anni vaccinati (2,4 milioni di persone, 2 se si considera solo chi frequenta le superiori) – percentuale che per il commissario Figliulo è raggiungibile entro la prima decade di settembre – utilizzo della mascherina e distanziamento, con possibilità però di superamento della misura laddove non sia possibile mantenere il metro di distanza, capienza dei trasporti pubblici all’80% ed eventuale scaglionamento degli orari d’ingresso, anche se sarebbe preferibile dilazionare quelli degli uffici pubblici anziché della scuola.

Insomma, il problema dad a settembre, per Palazzo Chigi, è già "superato", ma su sollecitazione del leader della Lega (che ieri ha fatto appello soprattutto alla questione ’turismo’, più che alla questione scuola, ndr), meglio rinviare. Perché i veri problemi riguardano i trasporti su cui Draghi vuole prima analizzare l’andamento della curva epidemiologica, intenzione confermata anche dalle parole del leader della Lega. "Chiediamo che si attendano nuovi dati, perché c’è una stagione turistica in pieno corso".