Migliaia di ristoratori si preparano a una giornata da

ribelli, aprendo stasera i loro locali per la cena nonostante i divieti anti-Covid. Il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, ha provato fino all’ultimo a gettare acqua sul fuoco, assicurando "interventi cospicui" su bar, ristoranti

e su tutte le attività che verranno penalizzate dalle chiusure. Rssicurazione di cui, però, non si fida Momi El Hawi, che ha tenuto sempre aperti i suoi tre ristoranti di Firenze a dispetto di Dpcm

e multe. "In due mesi ne ho prese otto, l’ultima due giorni fa, ma vado avanti

e i miei cinquanta dipendenti sono felicissimi: in questo modo posso pagarli, mentre la cassa integrazione non si sa quando arriva", dice Momi, una delle anime delle cene dei disobbedienti, #Ioapro1501, a cui hanno aderito "30-40mila" suoi colleghi, pronti stasera a servire ai tavoli, a costo di ricevere sanzioni: possono arrivare a 3mila euro e alla sospensione della licenza, senza escludere l’ipotesi di contestazione penale per procurato contagio, ha ricordato loro Lorenzo Nannelli, a capo del pool di legali disponibili a fornire assistenza gratuita.