Roma, 12 settembre 2019 - Per quattro dipendenti di Metro Roma e Atac è scattata un'ordinanza di applicazione di misura cautelare interdittiva a seguito delle indagini in merito ai guasti sulle scale mobili delle stazioni metro di Roma, Repubblica, dove il 23 ottobre 2018 numerose persone rimasero ferite, e Barberini (21 marzo 2019). Le accuse sono di frode nelle pubbliche forniture e lesioni personali colpose. I quattro saranno sospesi per un anno dal servizio, indagati altri undici dipendenti. Ed è solo il primo step dell'inchiesta della procura di Roma che ha lavorato, assieme alla Squadra Mobile e al Commissariato Viminale. E c'è di più: secondo quanto è scritto dal giudice nell'ordinanza, per gli utenti della metropolitana "permane il preoccupante stato di pericolo". E ancora "continuano a verificarsi incidenti che non vengono segnalati, anzi opportunamente occultanti". Insomma, per la metropolitana di Roma esiste un "grave allarme sociale". 

L'indagine è partita dopo l'incidente alla fermata della metro Repubblica, quando 24 tifosi Cska di Mosca, arrivati nella Capitale per la partita di Champions League contro i giallorossi, rimasero feriti a causa del cedimento improvviso delle scale mobili. In seguito, il 21 marzo 2019, hanno ceduto anche le scale mobili della stazione metro Barberini. In quell'occasione ci fu tanta paura, ma fortunamente nessun ferito.

LE MISURE CAUTELARI  E GLI INDAGATI  - "Tre misure interdittive nei confronti di dirigenti di vario grado di Atac e una a carico di un privato di  Metro Roma Scarl", la società che si occupava della manutenzione delle scale mobili della rete metropolitana di Roma. Questi i nomi destinatari delle misure di interdizione: Renato D'Amico (direttore dell'esercizio delle linee metro A e B di Atac), Ettore Bucci (responsabile unico di Atac dell'appalto affidato a Metro Roma Scarl), Alessandro Galeotti (responsabile esercizio di Atac per le scale mobili di Repubblica e Barberini) e Giuseppe Ottuso rappresentante legale Metro Roma Scarl). 

Questa, invece, la lista completa degli indagati: Fiorenzo Girone, Sossio Barra, Alessandro Antonelli, Daniele Ammerata, Paolo Della Chiara, Andi Adrian Stroilesku, Salvatore Vara, Giorgio del Vecchio, Giulio Marinangeli e Giuseppe Ottuso, tutti di Roma Metro Scarl, e Nazario Filippi, Raffaele Santulli, Renato D'Amico, Ettore Bucci, Alessandro Galeotti, quest'ultimi di Atac.
 

"Non c'è stata manutenzione"

Il procuratore aggiunto per i reati contro la pubblica amministrazione, Paolo Ielo, fa il punto: "Il tema in discussione è quello della manutenzione delle scale mobili, che non veniva fatta o si faceva male per evitare un aumento dei costi. L'importante era che i treni andassero, anche a scapito della sicurezza. E per questo sono stati manomessi deliberatamente alcuni strumenti di prevenzione degli infortuni". e aggiunge "L'innesco di questa storia è la vittoria della gara da parte di due imprese che poi si sono unite in Metro Roma Scarl per l'appalto di manutenzione delle scale mobili atttaverso il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, con un grande ribasso, prossimo al 50% (49,7% ndr). Un dato anomalo se si pensa che i 731 impianti che dovevano essere manutenuti richiedevano un numero di 2924 interventi annui" rispetto alla cifra ottenuta.

"Resta il pericolo per l'incolumità gli utenti"

 Il gip di Roma Massimo Di Lauro sottolinea i rischi ancora attuali: "ll pm ha evidenziato il grave allarme sociale in quanto, nonostante i gravi incidenti verificatisi presso la stazione della metropolitana Repubblica e Barberini, appare tuttavia evidente, dall'ascolto delle numerose conversazioni, che permane il preoccupante stato di pericolo per l'incolumità pubblica e nello specifico dei fruitori della metropolitana di Roma".

"Incidenti occultati"

Di Lauro nell'ordinanza ha anche sottolineato che "continuano a verificarsi incidenti che sebbene noti tanto a Metroroma Scarl, che Schindler nonchè agli organi addetti alla sicurezza Atac, non vengono segnalati e anzi opportunamente occultati, così come permangono problematiche tecniche legate a pregressi o attuali manomissioni, il tutto da rendere non escludibile l'avverarsi di ulteriori sinistri che potrebbero trovare epilogo di minore gravità solo per il verificarsi di concomitanti circostanze cioè favorevoli agli utenti". 

CODACONS: PROBLEMA NON RISOLTO - Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha commentato così le 4 misure cautelari: "Si tratta di un primo passo verso l'accertamento della verità, e se emergeranno responsabilità da parte dei dipendenti coinvolti scatteranno nei loro confronti le dovute azioni a tutela degli utenti danneggiati". Sottolinea però che "il problema è lontano dall'essere risolto: ad oggi sono ancora numerose le scale mobili fuori servizio nelle stazioni metro di Roma, 8 sulla linea A, 6 sulla linea B e una sulla linea C, e la stazione Barberini è ancora chiusa al pubblico".