Con l’uscita di scena di Francesco Greco, cala definitivamente il sipario su Mani Pulite e su quella stagione che con Tangentopoli aveva spazzato via la Prima repubblica in nome della lotta alla corruzione, quando ancora la magistratura era considerata dai più ‘scudo della legalità’. Una stagione che ieri è stata rievocata, non senza nostalgia, nell’aula magna del Palazzo di Giustizia di Milano, dai suoi ex colleghi Gherardo Colombo e Antonio Di Pietro, durante la cerimonia per il suo congedo e che si è chiusa al suono di ‘You’ll never walk alone’. Da sabato Greco sarà in pensione dopo 44 anni. Passato alla ribalta per essere uno dei massimi esperti di criminalità economica e finanziaria Greco, napoletano, magistrato dal ‘77, due anni dopo ha cominciato a lavorare nel capoluogo lombardo. Nel 2016 la nomina a capo nella convinzione che fosse la guida giusta a cui affidare il compito di ricomporre le divisioni attorno allo scontro tra Bruti Liberati e l’allora aggiunto Alfredo Robledo. E invece la sua gestione si è chiusa con una nuova bufera che da un lato è arrivata fino al Csm e ha comportato la rottura definitiva con l’ex compagno di squadra Piercamillo Davigo e le inchieste a Brescia; dall’altro lato ha messo in luce il malcontento di gran parte dei suoi sostituti.