Carl Bernstein, il giornalista che scoprì il Watergate, adesso è tagliente nei confronti di Donald Trump. "Per molti alti funzionari della Casa Bianca – dice ai microfoni della Cnn – le telefonate del presidente in questi anni sono diventate un pericolo per la sicurezza nazionale". Fa capire che le sue fonti risalgono all’ex ministro degli Esteri, Rex Tillerson, all’ex ministro della Difesa Mattis, a John...

Carl Bernstein, il giornalista che scoprì il Watergate, adesso è tagliente nei confronti di Donald Trump. "Per molti alti funzionari della Casa Bianca – dice ai microfoni della Cnn – le telefonate del presidente in questi anni sono diventate un pericolo per la sicurezza nazionale". Fa capire che le sue fonti risalgono all’ex ministro degli Esteri, Rex Tillerson, all’ex ministro della Difesa Mattis, a John Kelly (quasi tutti generali), per arrivare fino a John Bolton che ha appena messo Trump sulla graticola in un libro che la Casa Bianca ha tentato inutilmente di bloccare.

Secondo Bernstein, che non è mai stato un amico di Trump, il tycoon ha sempre avuto al telefono rapporti molto tesi e insultanti con le donne al potere chiamando la cancelliera tedesca Angela Merkel più volte "stupida" e l’ex premier inglese conservatrice Theresa May "una cretina debole e incapace" costringendola più volte a conversazioni "umilianti e prepotenti sulla Brexit". Le ’gole profonde’ di Bernstein, che insieme a Bob Woodward fece cadere Richard Nixon nel 1972, vengono custodite gelosamente, ma il giornalista fa sapere di avere avuto confidenze di prima mano e che alti funzionari tedeschi erano preoccupati soprattutto di mantenere le telefonate fra Trump e la Merkel segrete per evitare che si potessero diffondere i contenuti letterali dei loro scambi.

Se con Macron e il canadese Trudeau, Trump poteva diventava quasi cinico nel cercare di far loro la lezioncina, nei confronti di Putin e del turco Erdogan, il capo della Casa Bianca è sempre apparso deferente, in una posizione quasi di sudditanza. Già: e il presidente nordcoreano Kim Jong-un? Quest’ultimo, così come espresso da Trump al telefono, sarebbe considerato dal numero uno della Casa Bianca un vero e proprio "genio". Secondo alcune fonti dell’intelligence americana, infine, Trump "appariva spesso delirante" nei suoi rapporti con i leader stranieri. Questo atteggiamento non sarebbe migliorato nel tempo anche se il tycoon era convinto di poter piegare chiunque alla sua volontà compresa la sfinge cinese Xi.