Coronavirus e spostamenti, scattano i controlli incrociati
Coronavirus e spostamenti, scattano i controlli incrociati

Roma, 27 marzo 2020 - Cambia ancora il modulo per l’autocertificazione degli spostamenti, il quarto nell’era del Coronavirus. "Cambiano le disposizioni – spiega il capo della Polizia, Franco Gabrielli, a SkyTg24 – e noi dobbiamo aggiornare il modulo, anche per intercettare" i quesiti che arrivano dai cittadini. 
Che, a detta di Gabrielli, sono per lo più rispettosi dei divieti, "ma c’è un’altra parte che forse non è consapevole dei rischi o è allergica ai divieti e si comporta in maniera negativa, ma i comportamenti scorretti potranno venire sanzionati con l’articolo 452 del Codice penale, che punisce i comportamenti colposi con una pena fino a 12 anni di reclusione", mentre per chi viola le norme decidendo di spostarsi senza giustificato motivo, "si va da 400 a 4000 euro di ammenda e sarà aumentata di un terzo qualora si usino veicoli – dice ancora Gabrielli – c’è poi una sanzione specifica per violazione di quarantena, con l’arresto da 3 a 18 mesi sanzione ed il pagamento da 500 a 5mila euro". Rispetto alla versione precedente, si aggiunge la frase: "Fatti salvi gli spostamenti disposti dalle Autorità sanitarie".

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Il cittadino deve poi dichiarare di essere a conoscenza, oltre che dei divieti disposti dal decreto 19, anche delle "ulteriori limitazioni disposte con provvedimenti del Presidente della Regione .... (indicare la Regione di partenza) e del Presidente della Regione.... (indicare la Regione di arrivo) e che lo spostamento rientra in uno dei casi consentiti dai medesimi provvedimenti". 

Ma attenzione, non è finita qui. In questa Babele di norme che si rincorrono e si annullano nel giro di 24 ore, occorre soprattutto tenere presente che se si viene fermati in strada per un controllo delle forze dell’ordine, mentre si sta andando a fare la spesa o in farmacia, bisogna poi ricordarsi di non buttare lo scontrino. Quel pezzetto di carta potrebbe salvarci da una multa salata o da conseguenze ben più gravi. 

Il messaggio arrivato ieri dal Viminale è chiaro: non si scherza con l’autocertificazione. Che ha un valore legale preciso e le forze dell’ordine possono eseguire delle verifiche approfondite anche nei giorni successivi. E nessun dubbio sul fatto che verrà eseguito, come confermano fonti della Polizia, con il massimo scrupolo. Se si è andati in farmacia, ad esempio, basterà mostrare al poliziotto la busta con le medicine acquistate con il relativo scontrino. Se il controllo di Polizia avviene prima di essersi recati in farmacia, in quel caso, una volta fatti gli acquisti, sarà utile conservare lo scontrino insieme all’autocertificazione di quel giorno. In questo modo sarà possibile comprovare, in maniera tangibile, la motivazione dell’uscita di casa anche in un secondo momento, quando ci potrebbe essere chiesto di recarci in commissariato per dimostrare quanto scritto nell’autocertificazione. 

E lo scontrino deve essere tenuto in ogni caso, per comprovare tutte le uscite consentite che prevedono l’acquisto di beni o servizi. I controlli riguarderanno anche gli spostamenti di lavoro, dove basterà una telefonata in fabbrica o al proprio responsabile. Se c’è. Non è chiaro, però, che cosa succede per le persone che lavorano in autonomia e non hanno né posti di lavoro, né referenti gerarchici (ditte individuali).

Vediamo in dettaglio:

1 - LAVORO Bisogna indicare il percorso che si compie

Si può andare al lavoro, anche se è consigliato lavorare a distanza o prendere ferie o congedi. Bisogna dimostrare che si sta andando o tornando dal lavoro, anche tramite autocertificazione. Se si abita in un Comune e si lavora in un altro, si può fare avanti indietro, ma va dimostrato.

2 - IL CASO RIENTRI Chi si trova lontano da domicilio o residenza

Se ci si trova in un’altra città rispetto al domicilio o alla residenza, non ci si può spostare a meno che il rientro non sia un’assoluta urgenza o ci siano ragioni di lavoro o di salute. È considerata un’assoluta urgenza il fatto di non avere un’abitazione nel posto in cui ci si trova.

3 - LA SALUTE Uscite vietate ai positivi e a chi è in quarantena

Si può uscire per motivi di salute, ma vanno dimostrati con l’autocertificazione e le dichiarazioni saranno verificate. Chi è in quarantena o positivo al virus ha il divieto di uscire di casa. Si può andare ad assistere pazienti o amici se sono persone anziane o già affette da altre malattie.

4 - GENERI ALIMENTARI Le regole per fare la spesa

Si può uscire per fare la spesa, non serve accaparrarsi generi alimentari: saranno sempre disponibili. Se il Comune non dispone di punti vendita o è urgente acquistare prodotti che non si trovano, ci si può spostare in un altro Comune ma spiegano tali motivi nell’autocertificazione.

5 - EDICOLE APERTE I giornali considerati beni di prima necessità

L’acquisto dei quotidiani e dei periodici è ritenuto una necessità, quindi anche gli spostamenti da e per le edicole, che li vendono. Si può uscire anche per acquistare prodotti, oltre a gornali e alimentari, rientranti nelle categorie previste dal Dpcm 11 marzo 2020

6 - ATTIVITÀ MOTORIA Restare vicino a casa anche con la bicicletta

L’attività motoria all’aperto è consentita solo se è svolta da soli e vicino a casa. La bici si può usare per attività motoria vicino alla propria casa e per andare al lavoro o a fare la spesa. In auto bisogna rispettare la distanza di un metro, non si può andare in due in moto.

7 - PASSEGGIATE Muoversi a piedi, ecco quando è consentito

Si può ’passeggiare’ solo per andare al lavoro, o perché si deve uscire di casa per motivi o per svolgere attività sportiva o motoria all’aperto. Si può uscire a piedi anche per per fare la spesa, acquistare giornali, andare in farmacia, o per acquistare beni necessari per la vita quotidiana.