Coronavirus (ANSA)
Coronavirus (ANSA)

Roma, 15 settembre 2020 - Non c'è chiusura da parte del Cts verso la riduzione della quarantena da 14 ad almeno 10 giorni. Ma la decisione non verrà presa oggi. Sarebbe questo l'orientamento che il Comitato Scientifico ha preso nell'attesa riunione di oggi. Il Cts prende tempo, in attesa di ulteriori approfondimenti  e confronti con le organizzazioni internazionali (Oms e Ecdc) e gli altri paesi. Gli esperti hanno valutato il documento francese e la risposta del Centro europeo per il controllo delle malattia, alla Germania: secondo l'Ecdc accorciando la quarantena potrebbe sfuggire una piccola percentuale di casi di Covid. La prudenza è dettata anche dall'andamento dell'epidemia di Coronavirus in Italia, da verificare nei prossimi giorni dopo la riapertura delle scuole. 

L'appello del Pts

Oggi intanto si registra l'appello del Pts: "Stop in Italia al doppio tampone negativo". A chiedere a Governo, ministro della Salute, Comitato tecnico scientifico e istituzioni di abbandonare questo criterio - in base al quale "in Italia un paziente Covid-19 viene considerato contagioso finché per due volte il tampone dia esito negativo, con conseguenze spesso paradossali per la durata della quarantena" - sono gli scienziati del Patto trasversale per la scienza, che rilanciano l'appello arrivato qualche settimana fa dagli autori della pagina social 'Pillole di ottimismo'. Da tempo l'Organizzazione mondiale della sanità "ha abbandonato questo criterio - sottolineano - in base ad una crescente e ormai consolidata evidenza scientifica: il periodo di contagiosità, che inizia circa 48 ore prima della comparsa di sintomi, ha il suo picco nei primi giorni, per poi calare rapidamente e sostanzialmente annullarsi entro 10 giorni. Al contrario, la positività del tampone può restare tale per molte settimane".

Coronavirus, il bollettino del 15 settembre

Secondo gli scienziati, dunque, "adottare, sulla scia di quasi tutti gli altri Paesi, il criterio Oms avrebbe rilevanti e immediati vantaggi non solo per le persone coinvolte, ma anche per la sanità pubblica", sostengono gli scienziati del Pts. "Infatti, il timore di venire isolati senza un termine temporalmente definito costituisce un pericoloso incentivo al nascondimento dei propri sintomi per chi si ammala, oltre che all'utilizzo dell'App di tracciamento".