Una delle statue di Cristoforo Colombo prese di mira negli Stati Uniti
Una delle statue di Cristoforo Colombo prese di mira negli Stati Uniti
di Cesare De Carlo Abbasso Colombo. Viva gli indiani. Anzi, per non incorrere nella political incorrectness, meglio dire viva gli indigeni. Gli indigeni di una volta s’intende, cioè i nativi americani. A proclamarlo il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. Il prossimo 11 ottobre sarà – nelle sue parole – non più il giorno della scoperta dell’America, ma anche il giorno dell’inizio della colonizzazione ("Non dobbiamo mai dimenticare le campagne secolari di violenza, rimozione, assimilazione, e il terrore esercitato sulle...

di Cesare De Carlo

Abbasso Colombo. Viva gli indiani. Anzi, per non incorrere nella political incorrectness, meglio dire viva gli indigeni. Gli indigeni di una volta s’intende, cioè i nativi americani. A proclamarlo il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. Il prossimo 11 ottobre sarà – nelle sue parole – non più il giorno della scoperta dell’America, ma anche il giorno dell’inizio della colonizzazione ("Non dobbiamo mai dimenticare le campagne secolari di violenza, rimozione, assimilazione, e il terrore esercitato sulle comunità native e le nazioni tribali nel nostro Paese"). Non è vero? Certo che è vero. Basta conoscere un po’ di storia americana per ricordare come l’uomo bianco sia andato alla conquista del West.

Ma Joe Biden rischia di dimenticare che Colombo non ha nulla a che fare con lo sterminio della popolazione indigena nell’America del Nord. E nella sua proclamazione finge di dimenticare che l’Indigenous Peoples’ Day venne istituito già nel 1992, nel cinquecentenario dell’arrivo di Cristoforo Colombo in quella che riteneva l’India (di qui l’appellativo di indiani). Sino ad oggi veniva osservato da una ventina di Stati americani, insieme non in alternativa al Columbus Day che di solito cade il 12 ottobre. Biden è il primo presidente a farlo suo e a ignorare la seconda ricorrenza. Un caso di smemoratezza? Presumibilmente no.

Presumibilmente insegue il plauso dei profeti dalla Cancel Culture che da un paio di anni rimuovono o imbrattano le statue del grande genovese attribuendogli colpe che non ha. Certamente non quella della tratta degli schiavi africani. E come si sa il movimento Black Lives Matter è diventato una bandiera per la sinistra americana. Legittimo il sospetto che Biden cerchi di tenerla buona in un momento in cui non passa in Congresso il megapacchetto di investimenti sociali. Bernie Sanders, l’uomo forte dell’amministrazione democratica, è furioso. E sull’altro fronte delusi sono i moderati del partito democratico. In soli otto mesi il 78enne presidente ha regalato loro umiliazioni senza precedenti in politica estera e nella politica migratoria. Quasi mezzo milione di immigrati clandestini da marzo ad oggi. E a proposito di immigrati, quelli del secolo scorso venivano in buona parte dall’Italia. Legalmente, con il passaporto. E oggi costituiscono una poderosa forza elettorale. Ecco che Biden cerca di blandirli, anche considerando le origini siciliane di sua moglie Jill, in un secondo proclama dedicato al "grande contributo" nella costruzione della società americana. Ma Colombo e gli altri esploratori italiani, da Giovanni da Verrazzano a Amerigo Vespucci, a Antonio Pigafetta, a Sebastiano Caboto, rimangono dei reietti.