Gabriele Canè Un fantasma si aggira sulle elezioni amministrative. Anzi, si aggirava perché le forze del bene lo hanno ricacciato nelle tenebre dei palinsesti e rimandato a novembre. È il fantasma di Bettino Craxi e di un bellissimo film che racconta i suoi ultimi anni nell’esilio tunisino. Ad Hammamet, per precisione, località che dà il nome a una pellicola super apprezzata e...

Gabriele

Canè

Un fantasma si aggira sulle elezioni amministrative. Anzi, si aggirava perché le forze del bene lo hanno ricacciato nelle tenebre dei palinsesti e rimandato a novembre. È il fantasma di Bettino Craxi e di un bellissimo film che racconta i suoi ultimi anni nell’esilio tunisino. Ad Hammamet, per precisione, località che dà il nome a una pellicola super apprezzata e super premiata. Ma pericolosa per gli equilibri politici del Paese, visto che Bobo Craxi, figlio di Bettino, guida a Roma una lista socialista a sostegno del candidato Pd. E senza dubbio, la proiezione prevista alcuni giorni fa di Hammamet lo avrebbe portato a sbaragliare il campo, garantendogli un successo trionfale. Ma ingiusto. Perché non tutti, anzi, nessuno ha un papà che ha fatto il premier, il segretario del Psi, e soprattutto su cui hanno fatto un film da proiettare su Rai 3. Per fortuna il direttore di rete ha impedito questa ingiustizia.

Siamo sinceri: se non fosse successo sul serio, sarebbe stata una favola da raccontare ai bambini per metterli di buon umore. Invece no, è tutto vero. La Rai della par condicio, una rete a me e una a te, in cui si centellinano fatti e personaggi di cronaca a seconda del partito di riferimento di un tg; questa Rai (3) ha pensato che fosse meglio per gli equilibri democratici cancellare (pardon, rinviare) la pellicola su un leader scomparso nel 2000, che dunque molti neo elettori probabilmente neppure sanno chi sia, guida di una forza politica che ha scritto pagine straordinarie della nostra storia, ma che sopravvive nella cronaca grazie al coraggio di pochi. Un leader discusso, inquisito, condannato, fuggito. Ma pur sempre un leader. Un dubbio: che il "servizio pubblico" abbia voluto evitare uno choc a un parterre oramai disabituato a personaggi di questo tipo? Chissà? Comunque, hanno fatto bene Bobo Craxi e Riccardo Nencini a protestare. Censura? A volte un eccesso di zelo è ancora peggio.