Lunedì 17 Giugno 2024

Chi è Simone Borgese, lo stupratore seriale che violenta le sue vittime l’8 maggio

La tassista e la studentessa aggredite lo stesso giorno a distanza di anni. Una minorenne abusata in ascensore. La mamma disse: “Ha avuto una vita difficile, è figlio di un padre alcolizzato”

Roma, 6 giugno 2024 – La tassista 42enne, la studentessa alla fermata del bus, la minorenne in ascensore. Sono le vittime – o perlomeno le donne che hanno riconosciuto Simone Borgese nel loro aggressore – di uno stupratore che potrebbe essere definito seriale, che consumava i suoi abusi l’8 maggio, per caso o per un calcolo, rendendo le aggressioni ancora più agghiaccianti.

Il 39enne è stato arrestato oggi dalla polizia di Roma per violenza sessuale aggravata, dopo che l’8 maggio scorso ha fatto salire in auto con una scusa una studentessa che si trovava alla fermata del bus, per poi abusare di lei.

L'uomo era già stato condannato per un episodio simile, avvenuto nel 2015. Il 10 novembre 2021 era tornato in libertà dopo aver scontato la pena in carcere. I due episodi, sia quello di 9 anni fa che quello di qualche settimana addietro, si sono consumati entrambi l’8 maggio.

Lo stupro della tassista

In particolare l'8 maggio del 2015 Borgese - secondo quanto chiarito dal processo - fermò un taxi in strada e aggredì la conducente stordendola con un pugno in faccia e obbligandola ad un rapporto sessuale. Quello stupro avvenne sotto ad un viadotto della strada che conduce all'aeroporto di Fiumicino, nei pressi della Magliana.

La donna fu in grado di fornire un dettagliato identikit dello stupratore e Borgese fu catturato pochi giorni dopo. Al gip confessò di essere stato lui e ai giudici del Riesame disse di essere “pentito di tutto quello che ho fatto”.

La madre di Borgese disse che il figlio “doveva pagare” ma rifiutò l'etichetta di mostro: “ha avuto una vita difficile – disse - è figlio di un padre alcolizzato, un violento con il quale ha vissuto da quando me ne sono andata via di casa nel 2005, stanca di essere picchiata e maltrattata ogni giorno”.

Simone Borgese e il suo identikit
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L’abuso della studentessa

L'8 maggio scorso si verifica la stessa dinamica. Prima il 39enne intercetta una ragazza che aspetta il bus ad una fermata, poi con un pretesto la fa salire in auto. "Devo andare sul Raccordo, mi dai indicazioni?", le spiega l'uomo al volante che poi invita la ragazza a salire a bordo per mostrargli un'app sul suo smartphone con il percorso da seguire visto che, come spiega alla vittima, ha il cellulare scarico.

L'uomo raggiunge una zona isolata, le toglie il telefono, e lì la costringe a subire una violenza. Borgese restituisce poi lo smartphone alla ragazza, riaccompagnandola nei pressi di Villa Bonelli. Gli investigatori, sulla scorta delle informazioni e delle descrizioni fornite dalla vittima, indagano visionando anche le immagini del sistema di videosorveglianza cittadino presente sul tragitto percorso. In sede di denuncia, poi, i poliziotti mostrano alla ragazza un album con le foto di alcuni soggetti somiglianti a quello poi riconosciuto come autore del reato di cui è stata vittima. Gli agenti rintracciano così e identificano Borgese, per il quale, al termine delle attività di rito, l'autorità giudiziaria dispone la custodia cautelare in carcere per quello che assume i tratti del violentatore seriale. 

La terza violenza

Ma c’è una terza violenza per la quale il 39enne viene arrestato, riconosciuto ancora una volta in foto, in questo caso quelle pubblicate sui giornali dopo lo stupro della tassista. 

La violenza di una 17enne si consuma dentro un ascensore nel 2014, quindi è la prima in ordine di tempo. In un primo momento la giovane denuncia la violenza subita senza riuscire a fornire agli inquirenti l'identità del molestatore. Ma quando Borgese stupra la tassista nel 2015 e le sue foto iniziano a circolare sui giornali, la minorenne riconosce il suo aggressore, che viene condannato nel 2022 a 2 anni e 10 mesi.