Giorgio

Comaschi

Rapiti da un’insolita tecnologia nell’azzurro mare del nostro portafoglio. Alè dobbiamo rottamare il televisore perchè nei prossimi mesi cambia tutto. E allora nostalgia, bè sì un po’, dei nostri vecchi cassoni incastrati nei mobili dei tinelli con i quali abbiamo visto il mondo che passava.

C’è gente che con lo stesso televisore ha visto lo sbarco sulla luna, Italia-Germania 4 a 3 e la finale dei mondiali ’82. E ci eravamo affezionati e forse qualcuno ce l’ha ancora in cantina. Ma adesso la tecnologia ci travolge, fra frigoriferi intelligenti e televisori più furbi dei frigoriferi, perchè sono d’accordo con i negozianti.

Noi per i quali la parabola era solo quella del Buon Samaritano e il digitale era un’impronta che ci prendevano quando entravamo negli Stati Uniti.

Adesso col televisore si fa tutto, ci si attaccano chiavette per vedere film, si scarrella in tutto il mondo, ci manca solo che ci si faccia il caffè. Veniamo dall’era in cui il telecomando eravamo noi, che dovevamo alzarci dal divano per cambiare canale.

E se il Tv non andava, bastava quella pacca decisa sul lato e magicamente rifunzionava. Vivevamo di tubi catodici, adesso non più.

Adesso dopo un anno, se va bene, il televisore è fritto, già da buttar via.

Sennò non vediamo più niente.

E allora verrebbe voglia di cantare una canzone cambiandola così: "Oh digitale terrestre portami via, voglio tornare indietro a casa mia".