Cesare Battisti a Ciampino dopo l'estradizione (Ansa)
Cesare Battisti a Ciampino dopo l'estradizione (Ansa)

Oristano, 11 luglio 2020 - Il rancio del carcere non va proprio giù a Cesare Battisti. L'ergastolano ex Pac, detenuto nella prigione oristanese di Massama, ha presentato reclamo perché il  "cibo non è adeguato al suo stato di salute" ed è comparso ieri davanti al Tribunale di sorveglianza di Cagliari. I giudici dovranno decidere - si esprimeranno entro una decina di giorni - se è il caso di effettuare analisi mediche che verifichino lo stato di salute dell'ex terrorista, che sarebbe peggiorato - sostiene lui - proprio a causa del cibo fornito nell'istituto di pena. 

La protesta di Battisti ha scatenato una selva di reazioni, a cominciare da quelle di Matteo Salvini ("Assassino comunista, taci e digiuna") e di Giorgia Meloni ("E'  la dura vita degli assassini che pagano per i loro crimini"). 
Non è la prima volta che l'ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo si lamenta: era già comparso davanti ai giudici di sorveglianza a metà maggio sollecitando la detenzione domiciliare per scongiurare l'infezione da Coronavirus, ma il tribunale aveva respinto la sua richiesta

L'avvocato: è in isolamento

"Il cibo influenza il nostro stato di salute che è un principio costituzionalmente garantito - spiega l'avvocato Gianfranco Sollai - Il mio assistito si trova in stato di isolamento e può mangiare solo cibo somministrato dall'amministrazione, mentre gli altri detenuti possono cucinare il cibo portato dai parenti o acquistato. Abbiamo sollecitato anche analisi ed esami per accertare il suo stato di salute, mentre il procuratore generale ha chiesto il rigetto del reclamo". 

Il garante dei detenuti

Per Paolo Mocci, garante comunale dei detenuti, Cesare Battisti non dovrebbe scontare la pena a Massama: per il suo caso - un livello 2 di alta sicurezza (AS2) - nel carcere oristanese non c'è l'assistenza carceraria adeguata, sostiene. E ontinua: "Il problema sollevato da Battisti afferisce alla sfera dei singoli problemi di salute di singoli carcerati e alla difficoltà del carcere di adeguare i pasti alle individuali precarietà di salute".

Le reazioni politiche

La leader di FdI Giorgia Meloni usa l'ironia per commentare: "Abituato al caviale mangiato in questi anni insieme alle anime belle della sinistra, Cesare Battisti ora si lamenta della qualità del cibo del carcere. E' la dura vita degli assassini che pagano per i loro crimini, Cesare. Confido che nessuno perda tempo ad assecondare le ridicole lamentele di questo personaggio", scrive su Facebook. A ruota il leader leghista Matteo Salvini, che sempre su Fb attacca: "Assassino comunista si lamenta del menù in carcere? Taci e digiuna, vigliacco".
Commento al veleno anche dal dem Stefano Pedica: "Evidentemente, dopo essere sfuggito alla giustizia per anni, pensava di poter scontare l'ergastolo in un hotel a 5 stelle", mentre i radicali, con Maurizio Turco, prendono la cosa più sul serio: "Andai lo scorso anno personalmente a visitare Battisti ed era in salute. Ora, per via del coronavirus, gli incontri sono sospesi, di conseguenza ciò che sta accadendo non possiamo saperlo. Se ha fatto questo tipo di richiesta, il magistrato di sorveglianza dovrà accertare il suo stato di salute attraverso perizie mediche".

Torregiani

"Rido davvero. Certo, lui è abituato a mangiare ostriche, cozze e pasta alle vongole al mare, come può piacergli il cibo del carcere? La cosa assurda è che gli venga ancora data la possibilità di esprimere certe richieste e che qualcuno gli dia spazio", dice Alberto Torregiani, figlio adottivo di Pierluigi (ucciso dai Pac nel 1979) e membro dell'Associazione italiane vittime del terrorismo.  "È ancora un privilegiato - prosegue - è questa l'assurdità. Se un detenuto comune si lamenta, nessuno lo ascolta, si lamenta lui e fa notizia. Io sono garantista sempre e sono per la tutela dei diritti di tutti, ma qui stiamo davvero esagerando. Credo che non meriti attenzione". 

La pena di Battisti

Cesare Battisti si trova nel carcere di Massama dal 14 gennaio 2019: sconta due ergastoli per quattro omicidi. Lo scorso marzo, proprio in un interrogatorio avvenuto nel carcere di Oristano, ha ammesso di avere commesso i 4 omicidi che gli sono stati imputati e si è scusato per il dolore provocato alle famiglie delle vittime.