Un momento di uno dei tanti cortei organizzati dai «Fridays for future» ieri in diverse città italiane
Un momento di uno dei tanti cortei organizzati dai «Fridays for future» ieri in diverse città italiane
"Gli effetti della crisi climatica sono sempre più devastanti, non possiamo stare fermi mentre il nostro presente e futuro bruciano". Non per la movida ma per l’impegno. “Greeenpassati“, vaccinati con ben maggiore entusiamo dei propri genitori, i ragazzi sono tornati a riempire le piazze e le strade. È la Generazione Z che, nel nome di Greta Thunberg, si era già distinta – prima della pandemia – per aver ritrovato la passione di un’azione movimentista che riesca a incidere sulla...

"Gli effetti della crisi climatica sono sempre più devastanti, non possiamo stare fermi mentre il nostro presente e futuro bruciano". Non per la movida ma per l’impegno. “Greeenpassati“, vaccinati con ben maggiore entusiamo dei propri genitori, i ragazzi sono tornati a riempire le piazze e le strade. È la Generazione Z che, nel nome di Greta Thunberg, si era già distinta – prima della pandemia – per aver ritrovato la passione di un’azione movimentista che riesca a incidere sulla realtà. Una lotta dura contro la crisi climatica che mette in dubbio il futuro dell’intero pianeta e colpisce di più chi è già vulnerabile.

Costretti dal Covid per mesi e mesi a casa, ieri all’improvviso i ragazzi hanno riannodato il filo con l’impegno sociale proprio nel punto in cui era stato interrotto dalla pandemia. Il passaparola mondiale è iniziato circa due settimane fa su Tik Tok: venerdì 24 settembre sciopero globale (global strike) per il clima. Ieri è stato di nuovo un Friday for Future che ha colorato e riempito le strade e le piazze: al grido "Di chi è il futuro" e "Salvare il futuro non ha prezzo", gli studenti in sciopero solo in Italia erano migliaia, a Milano, Roma, Catania, Bolzano, Torino, Bari e a Firenze, affiancati dai lavoratori di Gkn.

I Fridays for future Italia (Fff) non saranno presenti alla pre-Cop26 a Milano la settimana prossima: "Siamo stati totalmente ignorati da questo governo, non ci hanno invitato". Loro, i giovani – di nuovo in piazza a Milano il 1° ottobre, e questa volta con la presenza della Thunberg – hanno stilato un personale Recovery plan, un Pnrr in chiave anti-cambiamenti climatici che chiede "al governo di investire sulla transizione ecologica". Elemento chiave: tagliare le emissioni di CO2 del 12% all’anno, così da arrivare a un quasi “zero“ al 2030. Il Pnrr alternativo è costruito intorno a sette capisaldi, dall’economia decarbonizzata alla tutela della salute, ma alla base c’è l’idea che il vero punto dirimente della transizione ecologica sia la sua velocità.

Intanto Greta, a Berlino – a due giorni dalle elezioni che chiuderanno l’era Merkel – ha parlato a migliaia di fan davanti al Reichstag: ha attaccato i politici che hanno fatto della Germania la "canaglia del clima", la quarta peggiore del mondo per emissioni di Co2. "Non siamo lobbisti dei verdi", ha detto. Ma ha aggiunto: se saranno in tanti a volere il cambiamento, questo "arriverà il giorno del voto".

Chiara Di Clemente