Un’audizione di due ore, ma ad ascoltare il sottosegretario Franco Gabrielli ieri non c’era il Copasir al completo: assenti infatti il vicepresidente Adolfo Urso, di Fratelli d’Italia, ed Elio Vito (in foto), di Forza Italia. Il primo ha rimesso il suo mandato nelle mani della presidente del Senato,...

Un’audizione di due ore, ma ad ascoltare il sottosegretario Franco Gabrielli ieri non c’era il Copasir al completo: assenti infatti il vicepresidente Adolfo Urso, di Fratelli d’Italia, ed Elio Vito (in foto), di Forza Italia. Il primo ha rimesso il suo mandato nelle mani della presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati, mentre il secondo si è dimesso dall’organismo. Entrambi contestano la permanenza del leghista Raffaele Volpi alla presidenza, in contrasto con la legge 124 del 2007 che la assegna ad un esponente dell’opposizione.

"Non è più tollerabile – ha scritto Vito al presidente della Camera, Roberto Fico – in un organo così importante il perdurare di una situazione non corrispondente alla legge. Urso invece ha rimesso il mandato "per consentire che il Copasir possa adeguarsi a quanto prevede la legge". Pressioni che però non hanno fatto breccia nella Lega: Volpi è rimasto ancorato alla poltrona, forte del parere di Fico e Casellati, secondo il quale nessun intervento d’autorità è possibile. Serve un accordo politico, che finora però non c’è stato.

Pur con le due assenze, il Comitato ieri ha ripreso il ciclo di audizioni, sentendo Gabrielli. Tra i temi sul tavolo quello del cyber, di cui il sottosegretario ha evidenziato la delicatezza: "Nel Paese non c’è ancora una diffusa consapevolezza dei rischi che si corrono su questo fronte ed è dunque necessario rafforzare la resilienza e la capacità di resistere agli attacchi che possono essere di diversa natura e colpire asset strategici".

red.pol.