Emissioni di gas serra in Cina (Ansa)
Emissioni di gas serra in Cina (Ansa)

Roma, 9 novembre 2021 - L'Italia scende ancora nella classifica dei Paesi impegnati nella lotta contro la crisi climatica. Adesso è 30esima (-3) nella speciale graduatoria che analizza la performance nell'ambito delle azioni pro ambiente di 63 Stati, più l'Unione Europea nel suo complesso, che insieme rappresentano il 92% delle emissioni globali. Una retrocessione, quella della nostra penisola, dovuta sia al rallentamento dello sviluppo delle rinnovabili (34° posto della classifica specifica) sia a una politica climatica nazionale ancora inadeguata a fronteggiare l'emergenza. "L'attuale Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (Pniec) consente un taglio delle emissioni entro il 2030 di appena il 37% rispetto al 1990", si legge infatti nel rapporto annuale stilato dalle organizzazioni Germanwatch, CAN e NewClimate Institute, in collaborazione con Legambiente.

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Ancora più rilevante, però, è che di nuovo le prime tre posizioni della classifica sono "vuote", poiché nessuno ha raggiunto la performance necessaria per contenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi centigradi. A fare meglio di tutti sono Danimarca (quarta, +2 posizioni), Svezia (quinta, -1) e Norvegia (sesta, +2). In fondo ci sono invece i Paesi esportatori e utilizzatori di combustibili fossili come Arabia Saudita (63esima), Canada (61esima), Australia (58esima) e Russia (56esima). Risalgono un poco gli Stati Uniti (+5 e 55° posto), mentre la Cina scivola di quattro posizioni al 37° posto perché nonostante il grande sviluppo delle rinnovabili, le sue emissioni continuano a crescere per il forte ricorso al carbone e la scarsa efficienza energetica del suo sistema produttivo.

Tra gli altri Paesi del G20, solo Regno Unito, India, Germania e Francia si posizionano nella parte alta della classifica. L'Unione Europea perde sei posizioni e finisce al 22° posto, soprattutto per la performance di Ungheria (53° posto e-3 posizioni), Polonia (52°, -4), Repubblica Ceca (51°) e Slovenia (50°).

La top 20 della classifica

La performance dei Paesi è misurata, attraverso il Climate Change Performance Index (Ccpi), prendendo come parametro di riferimento gli obiettivi dell'Accordo di Parigi e gli impegni assunti al 2030. Il Ccpi si basa per il 40% sul trend delle emissioni, per il 20% sullo sviluppo sia delle rinnovabili che dell'efficienza energetica e per il restante 20% sulla politica climatica. 

Ecco dunque le prime 20 posizioni al netto delle prime tre posizioni vacanti:

4. Danimarca (+2 posizioni)
5. Svezia (-1)
6. Norvegia (+2)
7. Gran Bretagna (-2)
8. Marocco (-1)
9. Cile (=)
10. India (=)
11. Lituania (+4)
12. Malta (=)
13. Germania (+6)
14. Finlandia (-3)
15. Svizzera (-1)
16. Portogallo (+1)
17. Francia (+6)
18. Lussemburgo (+3)
19. Olanda (+10)
20. Ucraina (=)