Massimo

Donelli

Quanti secondi impieghereste a cambiare canale se il conduttore del Tg1 comparisse con i denti mancanti o vistosamente marci? E se la conduttrice del Tg5 si presentasse con la camicetta unta e bisunta? Sarebbe tollerabile un conduttore di talk show in bermuda, scalzo, spettinato e con la barba di due giorni? Bastano queste tre paradossali immagini per capire che l’annuncio "Nuova emittente ternana cerca giornalista tv di bella presenza" non ha alcunché di scandaloso, offensivo, discriminatorio. È perfettamente in linea con i canoni televisivi. Che valgono in tutto il mondo. E sono, sintetizzando, bellezza (femminile e maschile), cura di sé (dal viso alle mani, dalle scarpe alla cravatta, dal trucco agli orecchini), garbo (linguaggio, dizione, pacatezza).

Del resto, prima ancora che l’umanità avesse a che fare con il tubo catodico, la bellezza è sempre stata un requisito richiesto nelle varie declinazioni dello show business. Il viso della giovane cantante lirica Marianna Paris, per esempio, nel 1789 stregò il quarantenne Alessandro Volta. L’ovale perfetto della grande attrice Eleonora Duse incantò, nel 1894, Gabriele D’Annunzio. E il Don Giovanni di Mozart, il seduttore per antonomasia, da sempre è rappresentato come un adone. Chi si indigna, quindi, non è solo fuori dalla realtà, ma anche dalla Storia. E, comunque, datemi retta: diffidate sempre dei moralisti, ok? Di solito, sono i peggiori fra gli individui.