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30 mag 2022

"Attenti a Cupido online L’algoritmo sceglie per noi"

30 mag 2022

Professore, siamo di fronte a un uso spasmodico delle app di dating?

"Il lockdown e la pandemia hanno dato un’accelerata a un processo sociale già in atto: le persone si conoscono sempre più on line – risponde lo psicosessuologo Michele Spaccarotella –. Lo smartphone sta diventando il centro delle nostre azioni".

Uomini e donne come usano queste app?

"Gli uomini hanno la tendenza a corteggiare più persone contemporaneamente, dando vita a una modalità di relazione più consumistica. Anche le donne approfittano di questa opportunità di fare conoscenze, però spesso rimangono deluse dagli atteggiamenti. Trovano invadenza, linguaggi e foto inappropriate, così molte di loro si disiscrivono dalle app".

Quali i lati negativi e quelli positivi di questa nuova forma di flirt?

"Di buono c’è il poter raggiungere molte persone anche a distanze geografiche importanti, dando così la possibilità di incontrare gente lontana dal proprio contesto sociale di riferimento e allargando gli orizzonti. L’elemento negativo è il non percepire che dall’altra parte c’è un individuo in carne e ossa, interagendo in modo gretto. Appena la relazione non è soddisfacente, si blocca l’altro, oppure si sparisce facendo ’ghosting’".

Un algoritmo ha sostituito il colpo di fulmine. Si è perso tutto il romanticismo in un click?

"L’algoritmo diventa un alleato per i nostri gusti, perché ci propone persone che ritiene facciano al caso nostro. Così, però, si toglie il gusto della scoperta: i nostri gusti vengono valutati attraverso cifre, quando invece possiamo infatuarci di persone molto diverse da noi".

Una volta ai fidanzati o ai coniugi si chiedeva ‘Come vi siete incontrati?’ e venivano fuori storie stupende. Ora la risposta è sempre ‘On line’ e la discussione finisce lì.

"In Rete abbiamo molte informazioni sull’altro, dati che incuriosiscono o allontanano. Il rischio è che questo processo di conoscenza esplorativa sia assottigliato e rapido. Non si può più parlare di relazioni liquide, ma gassose: scoppiano come una bolla".

Perché le app di incontri (o tradimenti) spesso sono una droga?

"Stiamo diventando una società del bisogno: se hai fame, chiami Just Eat; se vuoi vedere un film, accendi Netflix; se vuoi leggere un libro, lo acquisti su Amazon. Le relazioni seguono questa logica: il modo di conoscere le persone è accelerato, perché lo smartphone ci rende compulsivi".

Come ci si disintossica da questo tunnel?

"Lo smartphone non deve farci perdere la cura, la dedizione, la scoperta, il mistero. Non sacrifichiamo, sull’altare della rapidità, le caratteristiche umane e manteniamo le nostre funzioni relazionali".

Alessandro Belardetti

© Riproduzione riservata

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