Guido Montanari e Chiara Appendino (Lapresse)
Guido Montanari e Chiara Appendino (Lapresse)

Torino, 15 luglio 2019  - Dopo le critiche al Salone dell'Auto di Torino la sindaca Chiara Appendino ha deciso di sollevare dall'incarico il vicesindaco Guido Montanari, e ha revocato le deleghe che aveva in capo. 

E' la stessa sindaca a renderlo noto sui social: "La decisione segue le frasi pronunciate sul Salone dell'Auto che non hanno visto smentita. Una scelta non facile dal punto di vista umano, ma che ho ritenuto necessaria nell'interesse della Città e della sua immagine". Infine conclude: "A Guido Montanari va il ringraziamento per il lavoro svolto in questi tre anni".

Torino perde anche il Salone dell'Auto, e sulla giunta cittadina pentastellata della città sabauda piovono critiche. La sindaca nei giorni scorsi aveva definito le parole di Montanari "inqualificabili". Il vicesindaco aveva criticato la manifestazione senza mezzi termini: "Fosse stato per me, il Salone non ci sarebbe mai stato. All’ultima edizione ho sperato che arrivasse la grandine e se lo portasse via. Sono stato io a mandare i vigili per multare gli organizzatori".

Parole che pesano maggiormente dopo l'annuncio del presidente della kermesse Andrea Levy, di traslocare l'evento a Milano. Montanari si è difeso dicendo di essere stato travisato e mostrando un atteggiamento conciliatorio. "Ho sempre ritenuto che il Salone dell'auto sia una ricchezza della città e che si possa fare al Parco del Valentino con una mediazione tra esigenze degli organizzatori e fruizione del parco" precisava in un post su Facebook, il vicesindaco, che concludeva dicendodi comprendere "lo sconcerto e il disappunto della Sindaca e mi scuso per aver dato pretesto a polemiche strumentali".

MONTANARI: IO CAPRO ESPIATORIO - "Sono stato un capro espiatorio, sarebbe stato più semplice se la sindaca Appendino avesse espresso una volontà politica nuova nelle riunioni di maggioranza o giunta". Sono le parole di Guido Montanari, ormai ex vicesindaco di Torino. "Credo di aver svolto un buon lavoro come elemento di mediazione operativa tra i movimenti e l'amministrazione in completa adesione al programma di governo con cui Appendino è stata eletta". Chiara Appendino "mi ha chiesto le deleghe e il ruolo di vicesindaco per dare un segnale di cambio della sua amministrazione. Io ho risposto che non ho nessun motivo di dimettermi. Revocare le deleghe è un suo potere, valuteranno i consiglieri e il resto della giunta". E conclude con una frecciata: "Colgo un orientamento legato ai vecchi poteri forti della città".

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