di Antonio Troise Nel rush finale degli Europei, la partita più difficile sarà quella contro il Covid. Ad alto rischio soprattutto le seminali e le finali previste a Londra, diventata nelle ultime settimane il principale focolaio della insidiosa variante Delta. Ma le preoccupazioni non mancano neanche per il quarto di finale in programma sabato a Roma, quando all’Olimpico scenderà in campo l’Inghilterra. La città è blindata, i controlli agli aeroporti sono stati intensificati, il protocollo di sicurezza per l’accesso all’Olimpico è molto rigido. Il questore Mario Della Cioppa annuncia sanzioni per i tifosi che violeranno la quarantena: saranno riportati in isolamento. E annuncia check point nelle maggiori vie di accesso allo stadio. Non basta: ieri l’Uefa ha deciso lo stop inderogabile della vendita e della trasferibilità dei biglietti e...

di Antonio Troise

Nel rush finale degli Europei, la partita più difficile sarà quella contro il Covid. Ad alto rischio soprattutto le seminali e le finali previste a Londra, diventata nelle ultime settimane il principale focolaio della insidiosa variante Delta. Ma le preoccupazioni non mancano neanche per il quarto di finale in programma sabato a Roma, quando all’Olimpico scenderà in campo l’Inghilterra. La città è blindata, i controlli agli aeroporti sono stati intensificati, il protocollo di sicurezza per l’accesso all’Olimpico è molto rigido. Il questore Mario Della Cioppa annuncia sanzioni per i tifosi che violeranno la quarantena: saranno riportati in isolamento. E annuncia check point nelle maggiori vie di accesso allo stadio. Non basta: ieri l’Uefa ha deciso lo stop inderogabile della vendita e della trasferibilità dei biglietti e l’annullamento dei tagliandi venduti ai residenti nel Regno Unito a partire dal 28 giugno.

Come a dire: lo stadio dovrebbe essere off limits per i supporters della nazionale in divisa bianca. Ma l’allarme è tutt’altro che rientrato dal momento che molti fan dell’Inghilterra stanno cercando di trovare una scappatoia per arrivare nella capitale italiana e introfularsi in qualche modo nello stadio. Istigati dai tabloid, che suggerirebbero anche il modo per aggirare i controlli: sbarcare in Francia e poi, via Nizza, raggiungere Roma in auto. Certo, poi bisognerà in qualche maniera superare i controlli, dal momento che, come ha chiarito l’ambasciata d’Italia a Londra, nessun cittadino britannico arrivato a Roma negli ultimi giorni, sarà ammesso allo stadio.

Ma le voci e le indiscrezioni alimentano paure e dubbi. Per ora gli organizzatori non cambiano il programma e confermano gli incontri di oggi a San Pietroburgo e Monaco di Baviera, con l’attesissimo Italia-Belgio e quelli di domani a Baku e Roma. Ma i riflettori sono tutti concentrati sulle semifinali e la finalissima, in programma nello stadio di Wembley. Una scelta per molti azzardata visto l’andamento dei contagi nella capitale inglese. "Le misure di mitigazione adottate in ciascuna sede sono allineate con le normative fissate dalle locali autorità sanitarie. A queste spettano le decisioni finali sul numero degli spettatori ammessi negli impianti e i requisiti di ingresso nelle nazioni ospitanti e negli stadi", fa sapere il numero uno dell’Uefa, Aleksander Ceferin, scaricando di fatto sui governi nazionale le responsabilità.

Sta di fatto che l’idea di 60mila spettatori sugli spalti di Wembley nel pieno della ripresa della pandemia ha fatto scattare più di un campanello di allarme. Soprattutto a Bruxelles. La Commissione Salute del Parlamento europeo ha già sollecitato l’Uefa e rivedere la scelta di Wembley o, per lo meno "a rafforzare le restrizioni sanitarie e le regole di accesso del pubblico". In azione anche gli eurodeputati. In una lettera inviata al presidente dell’Eurocamera, David Sassoli, il numero uno della commissione Ambiente del Parlamento europeo, Pascal Canfin, ha chiesto senza mezze parole uno stop alla finale di Wembley: "Un rischio per la salute a causa della variante Delta".

Nella missiva si chiede a Sassoli di investire del problema la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen e i vertici del Consiglio europeo. Ma l’offensiva più dura arriva dalla Germania. Già nei giorni scorsi era la stata la Merkel a chiedere all’Uefa di muoversi con responsabilità. Ieri, ad alzare la voce, è stato il ministro dell’Interno tedesco, Horst Seehofer, che ha considerato "assolutamente irresponsabile" la decisione assunta dall’Uefa. "Quando si vedono immagini di persone molto vicine tra di loro che festeggiano i successi con abbracci, è inevitabile che questo porterà ad un aumento dei contagi". Sulla stessa linea il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa: "Spero che l’Uefa preveda un’alternativa".

Durissimo anche il commento dei virologo Roberto Burioni, via Twitter: "L’ottusa irresponsabilità dell’Uefa è inaccettabile. Ed è inaccettabile che i Paesi lo accettino mettendo a rischio la salute dei cittadini". Anche l’Oms sollecita maggiori controlli. Mentre il presidente del Coni, Giovanni Malagò, scalda i muscoli: "Le Final Four in Italia? C’è uno stadio in grado di ospitarle anche se non mi sembra che oggi l’opzione sia sul tavolo".