Melania Trump con la giacca di Dolce & Gabbana (Ansa)
Melania Trump con la giacca di Dolce & Gabbana (Ansa)

Roma, 27 maggio 2017 - Viva l'Italia! E viva Melania Trump che ha scelto "prepotentemente" di vestire italiano, e non solo per il soggiorno siciliano del G7, ma già da un po', preferendo sempre più spesso i look di Dolce & Gabbana, eccellenza del Made in Italy che ha audacia creativa e sensualità nel suo Dna. Alla faccia di tutti quelli che hanno detto subito che non volevano vestire la first lady più bella, una vera top model alla Casa Bianca, bella e forte, almeno a quanto visto finora, capace di bronci col suo Donald che ora la tiene sempre per mano. Perché sia Tom Ford che Marc Jacob, ma anche il duo Carole Lim e Humberto Leon che disegnano Kenzo, come pure Derek Lam e più blandamente Carolina Herrena e Diane von Furstemberg subito dopo l'elezioni, essendo stati sostenitori di Hillary Clinton, avevano subito detto di non essere interessati a vestire Melania. Che per l'insediamento aveva scelto il completo "celeste potere" di Ralph Lauren, il re degli stilisti americani che la veste quasi sempre da quando è la prima signora d'America, specie nelle occasioni più chic. 

Con Ralph ci sono però anche Dolce & Gabbana, col primo vestito vippissimo coi fiocchetti sulle spalle di pochi mesi fa, poi col soprabito e il velo nero per la visita dal Papa, e tutti questi ultimi giorni tra Taormina e Catania. E che uggia e che noia queste polemiche sulla giacca lunga fiorita da 51.000 dollari. Un pezzo di vera alta moda firmato sempre Dolce & Gabbana, tutto fatto a mano in atelier, che certo la moglie di Trump può permettersi, facendo un gran bene al suo Paese acquisito perché tesimone di bellezza e di classe da far invidia non solo alle altre first lady del gruppo ma anche alle dive sui vari red carpet del cinema, da Los Angelse a Cannes. Bella Melania, moderna e conturbante con quelle gambe perfette sui tacchi stiletto, con l'abito dai baglioni argentati di luna, perfino romantica affacciata sul mare di Sicilia al tramonto con quel marito non certo affascinante. Lei non ha bisogno di abiti in prestito come Brigitte Macron, lei i bei vestiti d'alta moda se li può comprare e fa bene a farlo, specie se predilige la moda italiana. In tempi di crisi e di confusione di stile ha scelto un messaggio preciso di femminilità forte e decisa. Come col vestito lungo di oggi che sembra un giardino fiorito di rose e camelie, un inno alla gioia che non fa male tra i tanti problemi del summit.

Ed è ironico, spiritoso e elegantemente scanzonato sul suo instagram Stefano Gabbana che bombarda i suoi follower di grazie Melania! e di cuoricini e fiorellini, anche a chi gli butta in faccia la spugna avvelenata della polemica stantia degli abiti troppo costosi, come se per fare del bene al prossimo o rappresentare il proprio Paese al meglio fosse un peccato. Ripeto: Melania i soldi ce li ha, fa bene a spenderli e a onorare la creatività internazionale, che stavolta è pure italiana. Stefano Gabbana posta anche la pagina nera dell'hashtag Boycott Dolce & Gabbana, e risponde perfino "Thank you". In fondo l'effetto Melania Trump con pizzo nero e giganteschi fiori della maison milanese dal cuole sicilianissimo è meglio di tante campagne pubblicitarie che costano tanto. E Melania diventa di nuovo la modella di un tempo, che sa interpretare al meglio gli abiti d'alta moda, sicura del suo fascino e, perché no, del suo potere. Infine una nota che la rende più umana: al Bambin Gesù di Roma sono rimasti tutti colpiti dal modo con il quale ha salutato i piccoli malati, del garbo con cui ha aperto loro il suo cuore. Non solo una bellona, ma una donna vera.