Roma, 10 ottobre 2017 - Nel giorno in cui il Rosatellum-bis arriva alla Camera, il Consiglio dei ministri - dopo una mattinata di pressing Pd su Gentiloni - autorizza a mettere la fiducia, specificando "qualora necessario", sulla legge elettorale. Le opposizioni insorgono, i 5 stelle chiamano la piazza. E anche in aula scoppia il caos (FOTO), tanto che la seduta viene sospesa.

Che succede ora? Le prime due fiducie sui primi due articoli del Rosatellum bis si svolgeranno domani a partire dalle 15.45, mentre la terza e ultima fiducia si voterà giovedì mattina, poi i voti senza fiducia con l'esame degli emendamenti e di seguito i voti sugli ordini del giorno nel pomeriggio di giovedì e infine, entro la serata di giovedì il voto finale sulla legge elettorale. E già si annuncia un uguale 'blitz' al Senato: la maggioranza  punta a sveltire l'iter della legge e ad avere l'ok finale da parte del Senato prima della sessione di Bilancio.

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A fine mattina una fonte del Quirinale aveva manifestato apprezzamento per l'impegno ad approvare una legge elettorale dopo i numerosi "appelli per rendere omogenee le normative elettorali per la Camera e per il Senato" da parte del presidente della Repubblica. Quanto alla spinosa questione della fiducia, la linea è: "attiene al rapporto Parlamento-Governo".

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FOCUS / Domande e risposte per capire la legge elettorale

M5S - Immediata la reazione dei 5 stelle, che parlano di atto eversivo e attacco alla democrazia e minacciano azioni di piazza. Luigi Di Maio attacca: "Signori, siamo in piena emergenza democratica", e Beppe Grillo rilancia il suo post su Facebook. Di più: Di Maio pubblica un video, sempre su Facebook, per convocare i suoi in massa a piazza Mntecitorio (dove già oggi c'è stata una manifestazione sontanea) domani alle 13 e annuncia: "Saranno due giorni duri". Ecco l'appello:

Durissimo Alessandro Di Battista, che su Facebook dichiara: "Tutto questo fa vomitare. Io l'ho chiamato un "colpo di stato istituzionale" fatto a "norma di legge" da dei fuorilegge! Ci opporremo in ogni modo. Spero che, al di là delle proprie appartenenze politiche, il popolo italiano sappia reagire". 

MDP - Pier Luigi Bersani esce dall'aula scuro in volto, dopo l'annuncio della fiducia. La seconda fiducia su una legge elettorale nella stessa legislatura proprio non la manda giù: "Non si rendono conto... Questo aprirà un altro solco tra istituzioni, politica e cittadini. Un solco micidiale, non si rendono conto della responsabilità che si prendono. E' una vergogna. Io dico soltanto: si è aperta una questione democratica grossa come una casa". Il coordinatore nazionale di Articolo Uno Roberto Speranza attacca: "Mettere la fiducia sulla legge elettorale a pochi giorni dallo scioglimento delle Camere è oltre i limiti della democrazia. Qui si sta scherzando col fuoco. Una legge che toglie la sovranità ai cittadini di scegliere i propri eletti viene approvata togliendo la sovranità al Parlamento. Non voglio credere che sia vero". E Alfredo D'Attorre: "Lo strappo sulla legge elettorale segnerà la nostra definitiva presa di distanza dal governo e dalla maggioranza. Se su una questione così dirimente di democrazia e di regole è chiaro che le strade si separano definitivamente".

DISSIDENTI PD - C'è anche, nel Pd, chi era contrario alla fiducia:  Vannino Chiti - la definisce un "grave errore politico" e spiega: "Sulle regole democratiche comuni bisogna avere senso della misura: il fine non giustifica i mezzi". E un altro deputato dem, Enzo Lattuca, aveva lanciato un appello a Gentiloni: "non ascolti i capitani di sventura". Si tratta dell'ennesima forzatura in materia istituzionale in questa legislatura e di un atto contraddittorio rispetto a quanto dichiarato dal presidente del consiglio alle Camere all'atto dell'insediamento". Per evitare la fiducia una scappatoia ci sarebbe satta, twittavastamattina la vicepresidente del Senato, Linda Lanzillotta (Pd): "Tutti i deputati rinuncino a chiedere il voto segreto. Democrazia è trasparenza e responsabilità".

NAPOLITANO - Da parte sua l'ex capo dello Stato Giorgio Napolitano chiede di cancellare dalla legge elettorale l'indicazione del capo politico al momento della presentazione delle liste dei partiti perché la norma è "incompatibile con i nostri equilibri costituzionali" e alimenta "il grande equivoco" che gli elettori siano chiamati a eleggere non solo il Parlamento ma anche il futuro premier.

CIVATI -Per il  segretario di Possibile, Pippo Civati, "la fiducia sul Rosatellum è una vergogna, un atto indegno. Gentiloni con il Rosatellum è pronto a fare come Renzi con l'Italicum: mettere la fiducia su una legge elettorale con evidenti profili di incostituzionalità". 

MELONI - La leader di Fratelli d'Italia tira per la giacchetta il capo dello Stato: "Approvare una legge elettorale con il voto di fiducia, quindi impedendo al parlamento di discutere, una legge elettorale che impedirà ai cittadini di scegliere il proprio governo e di scegliere i propri rappresentanti, sarebbe semplicemente scandaloso e la domanda che Fratelli d'Italia ha è: ma il presidente Mattarella dov'è?".

ROSATO - Di diverso parere, ovviamente, colui che dà il nome alla legge: "Oggi andiamo in aula con una legge elettorale che favorisce le coalizioni e consente un confronto tra coalizioni - dice Ettore Rosato - da una parte avremo il centrodestra, dall'altra M5s e poi noi con un centrosinistra più ampio possibile che guardi al governo".

LEGA - "L'atteggiamento dei 5 Stelle sulla Legge elettorale è incomprensibile - attaccano Gian Marco Centinaio e Massimiliano Fedriga - La protesta che stanno inscenando è totalmente irresponsabile. Si stanno dimostrando per quello che sono: traditori della volontà popolare. I veri eversivi sono coloro che ritardano il voto perché la gente vuole esprimersi il prima possibile e rispettare questa volontà è dovere della politica".

Nell'infografica realizzata da Centimetri il "Rosatellum bis" approvato dalla commissione