Politica

Rosatellum-bis: il governo pone la fiducia e le opposizioni insorgono. E scoppia il caos nell'aula di Montecitorio, quando la ministra per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, prende la parola per porre la fiducia sulla legge elettorale. Dai banchi M5s vengono lanciati fascicoli e rose rosse e urla di "venduta, venduta" all'indirizzo della presente Laura Boldrini, che non ha accolto la richiesta di discutere o convocare la giunta per il regolamento. Ignazio La Russa, di Fratelli d'Italia, si è spinto fino ai banchi del governo per gridare contro la Finocchiaro - battendo la mano sulla balaustra - e viene allontanato dai commessi. Poi, per proseguire la sua protesta, mostra verso la tribuna stampa un cartello con la scritta "Hablamos". Più tardi spiega: "I fiori al ministro Finocchiaro? No, non glieli ho tirati io. Sono stati i Cinquestelle. Io ho solo raccolto una rosa rossa in terra e l'ho data al ministro". Infine urla e proteste anche da sinistra, dai banchi di Mdp e Sinistra italiana: "Vergogna, vergogna", contro la fiducia. I commessi cercano di riportare la calma e Boldrini sospende la seduta, ma il caos in aula non si arresta. In tutto ciò un siparietto riguarda Alfredo D'Attorre di Mdp, che rimane senza voce durante il suo intervento concitato e viene aiutato dall'ex compagno di partito e relatore della legge Emanuele Fiano, che lo raggiunge fino al suo banco per offrirgli una mentina. 

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