Bologna, 3 giugno 2016 - Il lusso sta cambiando. Non più solo firmato e urlato ma più intimo, concettuale, di sostanza. Pionieri di questa rivoluzione i giovani che tornano alla ricerca di radici, di storie di vita oltre che di prodotto, di emozioni. Giovani che consumano la moda, oggi in modo del tutto diverso dal recente passato mettendo non poco in crisi i colossi del fashion. Giovani che producono “oggetti” di moda, che studiano la tradizione per guardare al futuro, che tornano alle radici del “fatto in Italia” per sviluppare un lusso che oltre che agli occhi dia piacere all’anima.

UNA STORIA tutta nuova che due giovani imprenditori bolognesi, Lorenzo Fusina e Bruno Riffeser Monti, rispettivamente 25 e 24 anni, da un anno e mezzo hanno cominciato a raccontare fondando il marchio di calzature da uomo fatte interamente a mano “Fanga”, parola centenaria che nel dialetto felsineo significa Scarpa. «Amiamo le cose belle e fatte bene e la nostra è una sfida orgogliosa, prima di tutto perché siamo italiani», raccontano Lorenzo e Bruno che tra pochi giorni, il 14 giugno, sveleranno le loro prime creazioni a Pitti Uomo, edizione numero 90, a Firenze nella sezione Pop Up Stores al Piano Attico della Fortezza da Basso. «Siamo emozionati ma soprattutto onorati di poter partecipare a una manifestazione tanto importante e internazionale – spiega Bruno Riffeser Monti – e poi in una edizione così prestigiosa con nomi in calendario come Karl Lagerfeld e Raf Simons. Onorati e orgogliosi, perché Pitti Immagine crede nei nuovi talenti, crede nei progetti seri che hanno sì bisogno di maturare per affermarsi, ma vogliono come noi confrontarsi sul mercato. Crediamo che un brand si costruisca con le persone, con il dialogo».

CON FANGA si va alla ricerca del pezzo unico, della calzatura che sa di storia e di lavoro fatto ancora con le mani, di infiniti passaggi produttivi che hanno bisogno di tempo e di tanta esperienza, di quell’alto artigianato di cui tanto di parla oggi. «Una nostra scarpa si immagina, si ordina, si disegna insieme, si personalizza a piacere, con un lavoro che si avvicina molto a quello degli atelier di alta moda – dice Lorenzo Fusina – e questa attenzione al territorio e al patrimonio culturale, in particolare a quello del mondo della calzatura, ci affascina e ci sprona per questi manufatti unici».

Non è da tutti mettersi in gioco, ma i due giovani imprenditori bolognesi lo hanno fatto e ora arrivano a Pitti Uomo, dopo una seria e attenta selezione, forti del loro entusiasmo e del loro coraggio.

«In questi mesi abbiamo fatto un lungo viaggio nella nostra Italia, da Padova a Napoli, a caccia dei veri Maestri artigiani, per riscoprire tecniche perdute e quelle mani d’artista che sono la ricchezza di ogni artigiano – continua Bruno Riffeser Monti –. Per realizzare un paio di Fanga ci vogliono 5 settimane, si acquistano su ordinazione, e ogni scarpa racconta una storia. Dopo Pitti Uomo porteremo i nostri prodotti in giro per l’Italia e organizzeremo nei Best Shop più importanti dei trunk show». Colpisce l’attenzione e il rispetto per il lavoro manuale di questi giovani. «Per noi il ritorno al pezzo unico è la sfida del momento nel mondo della calzatura – raccontano – per questo torniamo a dare valore alle persone e all’arte di noi italiani. Una filosofia e un insegnamento che abbiamo attinto dall’educazione avuta nelle nostre famiglie».

L’ATTENZIONE di Pitti Immagine ai giovani talenti produttivi vanta già una bella tradizione. «I Pop Up Stores sono nati 6 anni fa – spiega Agostino Poletto, vice direttore generale di Pitti Immagine – e sono fondamentali per dare nuovi input al retail e per esplorare il lifestyle contemporaneo».