Roma, 7 dicembre 2017 - Hanno superato quota 10mila le firme della petizione lanciata sul sito "Care2" da una donna di New York per far rimuovere dalle sale del Metropolitan Museum il dipinto "Therese che sogna" del pittore francese di origine polacca Balthus. Il quadro, del 1938, mostra una adolescente seduta su una sedia a gambe spalancate e per questo giudicato della promotrice dell'iniziativa "sessualmente suggestiva", in pratica, un invito alla pedofilia. 

In particolare la petizione invita il museo newyorchese a tenere conto dell'attuale clima in cui ogni giorno "vengono rese pubbliche accuse di molestie sessuali". "Lasciando in mostra questo lavoro senza alcun tipo di chiarimento - si legge - il Met, forse involontariamente, sostiene voyeurismo e la sessualizzazione di una bambina". La richiesta è arrivata in un momento in cui gli Usa da settimane, sulla scia dello scandalo Harvey Weinstein, sono investiti da polemiche su casi di molestie sessuali: alcuni clamorosi come quello del candidato senatore dell'Alabama Roy Moore, in cui le vittime sarebbero state delle teenager. 

Il Met ha però rispedito al mittente la richiesta. Il portavoce Kenneth Weine ha spiegato che "missione del museo è di raccogliere, studiare, conservare e mostrare opere d'arte significative di tutte le epoche e le culture per mettere il pubblico a contatto con creatività, conoscenza, idee. Momenti come questi offrono una opportunità di dibattito e le arti visive sono uno dei mezzi più significativi a nostra disposizione per riflettere sia sul passato che sul presente". Anche 

Il fascino esercitato dalle ragazzine su Balthus, il cui vero nome era Balthasar Klossowski de Rola e che è morto nel 2001, non è nuovo - il suo quadro del 1934, "Lezione di Chitarra", è particolarmente famoso a questo proposito - ma rappresenta una parte integrante del lavoro dell'artista al punto che la stessa vedova ne parlò a lungo in una intervista del 2005. La polemica sul Balthus del Met non è l'unica che quest'anno ha investito musei americani, colpevoli di aver accolto nelle loro gallerie arte "scomoda". La critica d'arte Hannah Black ha chiesto la distruzione di un dipinto di Dana Schultz esposto alla Biennale del Whitney che raffigurava Emmett Till, un bambino nero linciato, nella bara, mentre il Guggenheim ha rimosso da una mostra in corso in questi giorni sull'arte cinese dopo Piazza Tienanmen alcune opere significative dopo la protesta degli amici degli animali.