Lunedì 22 Aprile 2024

Streaming, abbonamenti in calo in Italia. Si preferisce vedersi le pubblicità piuttosto che pagare di più

Dopo anni di continua crescita, cambiano le dinamiche e le prospettive del consumo di contenuti sulle numerose piattaforme

Netflix

Netflix

L'industria dello streaming in Italia sta attraversando un periodo di significativa trasformazione. Dopo anni di crescita ininterrotta, il mercato sembra aver raggiunto un punto di saturazione, con un numero sempre maggiore di utenti che riconsiderano il valore dei loro abbonamenti a pagamento. Questo cambiamento di tendenza è alimentato da diversi fattori, tra cui l'aumento dei prezzi degli abbonamenti e la disponibilità di alternative più economiche o addirittura gratuite, seppur con pubblicità.

1 italiano su 4 condivide l'abbonamento

Una delle strategie più diffuse per contenere i costi degli abbonamenti streaming è la condivisione degli account. Secondo recenti rilevazioni, circa 1 italiano su 4 sceglie di condividere l'abbonamento a piattaforme come Netflix, Amazon Prime Video e Disney+ con amici o familiari. Questa pratica, sebbene possa violare i termini di servizio di alcune piattaforme, riflette una crescente sensibilità verso il risparmio, in un contesto in cui l'offerta di contenuti in streaming è più ampia che mai. Servizi come Together Price e Sharesub facilitano questa tendenza, offrendo piattaforme sicure e regolamentate per la condivisione dei costi degli abbonamenti.

Abbonamenti in calo

Il calo degli abbonamenti è un fenomeno che sta interessando diverse piattaforme di streaming in Italia. Secondo i dati AGCOM, il numero di abbonati a servizi come Netflix, Prime Video e DAZN ha visto una riduzione di 870 mila unità, mentre piattaforme come Disney+ e Sky-Now hanno registrato una crescita. Questo scenario di fluttuazione riflette una maggiore selettività da parte degli utenti, che tendono a cancellare gli abbonamenti meno utilizzati o a optare per formule più economiche, come quelle supportate dalla pubblicità.

Spendere meno: la nuova priorità

La ricerca di soluzioni per spendere meno senza rinunciare all'intrattenimento di qualità è diventata una priorità per molti italiani. L'introduzione di piani con pubblicità da parte di grandi player come Netflix testimonia questa tendenza. Questi piani, pur offrendo un'esperienza utente leggermente diversa a causa delle interruzioni pubblicitarie, rappresentano una valida alternativa per chi desidera accedere a un vasto catalogo di contenuti a un prezzo ridotto. Inoltre, l'aumento dei prezzi degli abbonamenti, che ha visto gli utenti italiani pagare in media il 33% in più per i propri servizi di streaming, ha spinto molti a riconsiderare le proprie abitudini di consumo, privilegiando la condivisione degli account o la scelta di piani più economici.

Il panorama dello streaming in Italia sta dunque vivendo una fase di profonda evoluzione. La crescente pressione sui prezzi degli abbonamenti e la ricerca di alternative più accessibili stanno ridisegnando le abitudini di consumo degli italiani, che mostrano una crescente propensione a esplorare nuove modalità per godere dei propri contenuti preferiti senza gravare eccessivamente sul budget familiare.