Venerdì 17 Maggio 2024

Fibra ottica e laser, in Italia la svolta per monitorare i terremoti. Come funziona il progetto ‘Meglio’

I risultati della sperimentazione messa in campo da Open Fiber, Inrim e Ingv sono stati pubblicati dalla rivista Nature. In due anni registrati diversi eventi sismici: dai più forti a quelli impercettibili

Un segnale laser permette di misurare i microscopici allungamenti delle fibre causati dalle vibrazioni sismiche

Un segnale laser permette di misurare i microscopici allungamenti delle fibre causati dalle vibrazioni sismiche

Roma, 19 aprile 2024 – In Italia i fenomeni sismici sono monitorati grazie a una fitta rete di sensori, gestita e periodicamente aggiornata dall’Ingv. Ora un aiuto nel controllo dei terremoti può arrivare dalla fibra ottica: il più veloce e affidabile strumento di comunicazione elettronica a oggi in circolazione infatti consente di fare un passo in avanti anche in questo settore, offrendo dati in maniera più rapida e precisa.

Sono i risultati del progetto ‘Meglio’ (Measuring Earthquakes signals Gathered with Laser Interferometry on Optic Fibers), la collaborazione messa in campo da Open Fiber, Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRiM) e Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) per utilizzare la fibra ottica come sensore per la rilevazione delle onde sismiche.

Lo studio è stato pubblicato dalla rivista Nature dopo il via libera della comunità scientifica, che ha attestato la solidità del metodo utilizzato, la qualità della ricerca e il grado di innovazione.

Una rete capillare in fibra, come quella Ftth (Fiber To The Home) realizzata da Open Fiber, che si estende dalle nostre abitazioni ai fondali oceanici più remoti, è uno strumento preziosissimo per sondare il territorio, supportando i sensori convenzionali. La conferma arriva dai risultati ottenuti da ‘Meglio’, progetto partito nel 2020, che ha visto la realizzazione di un osservatorio sismico che sfrutta una coppia di fibre ottiche di Open Fiber fra Ascoli Piceno e Teramo come sensori distribuiti. Un segnale laser, lanciato in queste fibre senza interferire con il normale traffico dati, permette di misurare i microscopici allungamenti delle fibre causati dalle vibrazioni sismiche attraverso una particolare tecnica interferometrica sviluppata dall’INRiM. Durante la sperimentazione di due anni sono state registrate decine di eventi sismici, dai più disastrosi, come il terremoto avvenuto in Turchia a febbraio 2023, a quelli quasi impercettibili (con magnitudo inferiore a 2). Un’analisi approfondita delle registrazioni, sotto la conduzione dell’Ingv, ha confermato la validità dei dati registrati e la potenzialità di questa tecnica.

Francesco Carpentieri, responsabile Ingegneria del Trasporto di Open Fiber, ha commentato: "La pubblicazione su Nature conferma l’interesse e l’apprezzamento della comunità scientifica per ‘Meglio’, che è il primo di una serie progetti di network sensing su cui stiamo lavorando e su cui siamo pionieri. La fibra ottica è l’elemento abilitatore dell’evoluzione digitale della nostra società e Open Fiber, come operatore wholesale only, mette a disposizione la sua rete per contribuire allo sviluppo anche di un ambito importante per la nostra sicurezza come il monitoraggio sismico”.

“Il sensore laser e la tecnica di misura interferometrica, messi a punto dall’INRiM, sono basati su tecnologie inizialmente sviluppate in ambito metrologico. I risultati di questo studio dimostrano come sia possibile, grazie anche a sinergie fra comunità diverse, raggiungere obiettivi di impatto non solo per la scienza ma anche per la società, una missione che riteniamo fondamentale", ha dichiarato Davide Calonico, Responsabile Divisione di Metrologia Quantistica all’INRiM.

Andrè Herrero, Primo Ricercatore dell’Ingv, ha sottolineato che "una missione importante dell'Ingv è il monitoraggio del territorio nazionale per i terremoti, vulcani e tsunami. I risultati emersi da questo studio aprono nuove frontiere. Ciò che rende questa tecnologia così promettente sono due elementi chiave: la sua complementarità con le attuali strumentazioni e la sua sostenibilità grazie al riutilizzo di infrastrutture già presenti. Unendo la capacità sensoriale con quella di trasporto dati, il monitoraggio tramite fibra ottica può diventare un protagonista cruciale nella prevenzione e nell'allerta precoce in caso di eventi sismici o tsunami".