L’intelligenza artificiale sta invadendo il web: proliferano i bot che scrivono al posto nostro

Strumenti utili per alcuni ma che rischiano di produrre grandi quantità di contenuti di bassa qualità minacciando l’autenticità delle informazioni sul web

AI

AI

Negli ultimi tempi, sia Google che Microsoft hanno introdotto nuove funzionalità basate sull'intelligenza artificiale nei loro servizi, come l'assistente di scrittura in Chrome e Windows. Sebbene tali strumenti possano migliorare l'efficienza nella creazione di testi, sorgono preoccupazioni legate alla crescita dei bot automatizzati che generano contenuti in modo massiccio, influenzando negativamente la qualità e l'autenticità delle informazioni online.

Il proliferare dei contenuti generati da IA ha portato a una problematica imprevista legata alla stessa natura delle Intelligenze Artificiali. I cosiddetti Large Language Models (LLM) vengono istruiti raccogliendo enormi quantità di dati da Internet per imparare a produrne di nuovi. Tuttavia, questo processo ha implicazioni etiche, poiché può comportare il copiare di contenuti senza consenso, compromettendo la qualità e la diversità delle informazioni online.

Studi recenti, come quello condotto dalla Johannes Gutenberg University di Magonza, evidenziano che la degenerazione della qualità e della diversità dei contenuti generati da IA è un fenomeno in aumento. L'uso di contenuti generati durante il training dei modelli può causare difetti irreversibili, noti come "collasso del modello", come attestato da ricerche condotte da università di prestigio nel 2023.

Tuttavia, ci sono segnali di resistenza da parte degli esseri umani contro questa invasione di IA nella creazione di contenuti online. Diverse iniziative, come la denuncia del New York Times contro Microsoft e OpenAI per violazione di copyright e l'utilizzo di strumenti innovativi come Nightshade per proteggere i contenuti, stanno emergendo. Questi sforzi mirano a rendere difficile la vita alle IA, preservando la creatività umana e contrastando il deterioramento della qualità dei contenuti.

Un caso che attira l'attenzione è il ritorno del blog "The Hairpin", precedentemente chiuso nel 2018. Il blog, ora gestito da un DJ serbo che riempie il sito con contenuti generati da IA, illustra i rischi di questa tendenza, tradendo la storia e gli ideali originali del blog.

Tuttavia, la questione si estende oltre il testo, coinvolgendo anche l'ambito visuale. Ricerche su Google Immagini evidenziano la presenza di contenuti generati da IA che compromettono l'efficacia delle ricerche stesse, mettendo in discussione uno dei pilastri fondamentali dell'esperienza online.

Mentre Google e Microsoft continuano a introdurre nuove funzionalità basate su IA, è essenziale affrontare le sfide etiche e qualitative che sorgono da questa evoluzione. La resistenza umana e l'adozione di strumenti innovativi potrebbero rappresentare la chiave per mantenere la qualità e l'autenticità del contenuto online, garantendo che la tecnologia assista piuttosto che comprometta la creatività umana.