di Fabrizio Carcano L’Atalanta è la seconda finalista della Coppa Italia. La squadra bergamasca si regala la seconda finale in tre stagioni, dopo quella persa nel 2019 contro la Lazio, eliminando, dopo lo 0-0 di una settimana prima al San Paolo, il Napoli battuto per 3-1. A regalare la finale alla Dea il talento azzurro Matteo Pessina, autore di una doppietta, insieme all’ex Duvan Zapata. Il colombiano è protagonista subito come...

di Fabrizio Carcano

L’Atalanta è la seconda finalista della Coppa Italia. La squadra bergamasca si regala la seconda finale in tre stagioni, dopo quella persa nel 2019 contro la Lazio, eliminando, dopo lo 0-0 di una settimana prima al San Paolo, il Napoli battuto per 3-1. A regalare la finale alla Dea il talento azzurro Matteo Pessina, autore di una doppietta, insieme all’ex Duvan Zapata. Il colombiano è protagonista subito come finalizzatore, con un assolo solitario al decimo minuto, con un siluro imparabile per Ospina complice una difesa immobile, e cinque minuti dopo come suggeritore per la sponda per liberare Pessina, freddo ad insaccare liberissimo, sfruttando un’altra grave dormita della retroguardia azzurra. Sempre dai piedi del colombiano a dodici minuti dalla fine arriva l’assist nella combinazione con Pessina per il definitivo 3-1.

Meriti della Dea in questa vittoria, ma occorre fare una ‘tara’ dei demeriti difensivi del Napoli: senza Koulibaly e Manolas la difesa a tre ha ballato fin dalla prima azione, subendo la superiorità fisica degli attaccanti nerazzurri, rischiando di incassare anche il terzo gol in un primo tempo tutto di marca bergamasca. Sotto di due reti Insigne e compagni non hanno prodotto nessuna reazione fino all’intervallo. Ripresa aperta però con il gol a freddo di Lozano: dimezzato lo scarto il Napoli ha provato ad alzare il baricentro, sfiorando il pari con Osimhen rimpallato da Gollini, subendo però le ripartenze di un’Atalanta che ha sfiorato più volte il tris, fino al gol conclusivo di Pessina.

Un’altra serata amara, dopo le sconfitte con Verona e Genoa, per la squadra di Gattuso, la cui panchina ora scricchiola: il calendario presenta domenica lo scontro con la Juve, quindi di nuovo l’Atalanta a Bergamo.

In mezzo l’Europa League con il Granada, per un trittico decisivo per il destino di Ringhio, con i nomi di candidati illustri alla sostituzione, come gli ex Mazzarri e Sarri, che sono più di sussurri. Sorride l’Atalanta, tornata bella e cinica come nelle serate di Champions. La formazione di Gian Piero Gasperini ha perso solo una volta nelle ultime 18 partite ed è in corsa su tre fronti, pronta a giocarsela con la Juve tra tre mesi nella finale di San Siro.